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Sì ai sottopassi ed a nuovi interventi di edilizia residenziale
a Sibari. Niente da fare, invece, per il piano di protezione
civile: si rischia ora la nomina di un commissario ad acta.
Scene da un consiglio comunale, quello svoltosi nella serata di
lunedì tra qualche assenza in entrambi gli schieramenti e la
presenza in aula dei due cassanesi in corsa per il Parlamento:
il sindaco Gianluca Gallo, in lizza tra le fila dell’Udc, ed il
socialista Stefano Petrosino. Entrambi candidati in posizioni di
rincalzo, difficilmente varcheranno la soglia di Montecitorio.
La campagna elettorale già iniziata non influenza comunque i
lavori dell’assemblea consiliare, presieduta dal vicepresidente
Antonio Crudo. In apertura, la discussione sui sottopassi che a
Sibari dovrebbero prendere il posto dei due passaggi a livello
ferroviari. La soluzione, avversata da un comitato popolare
presieduto dal parroco sibarita, padre Lazzaro Longobardi,
divide le forze politiche: l’Udc s’accoda alla relazione
dell’assessore all’urbanistica Ivan Iacobini, che pur
evidenziando l’opportunità di aggiustamenti alla progettazione
definitiva, invita l’assemblea ad esprimere parere favorevole.
Dalla maggioranza, che da qualche consiglio, ormai, non riesce
più a votare a ranghi compatti, si sfila stavolta, non a caso,
un sibarita, Gaetano Riccardi. <<Sono per la realizzazione
dell’opera – spiega – ma contrario ai muri di contenimento che,
nei fatti, isolerebbero il centro urbano dalle contrade>>. Così
dicendo, motiva la sua astensione, che fa il paio con quella del
capogruppo socialista Gianni Papasso. Sostenitore in solitaria
dell’opportunità d’un approfondimento della questione. Contrari,
invece, Pd, Sinistra Arcobaleno e gruppo misto. Alla conta, il
risultato non lascia dubbi: il Comune dice sì ai sottopassi con
10 voti a favore, 5 contrari e 2 astensioni. In aula la
rappresentanza del comitato popolare rumoreggia ed anticipa:
<<E’ perduta una battaglia, non la guerra. Impediremo la
realizzazione dell’opera>>.
Intanto, il consiglio gira pagina. E prima approva l’iscrizione
dell’associazione “Pace, ascolto e solidarietà” nell’albo delle
associazioni municipali, quindi schiude la via al progetto che,
nell’ambito dei Contratti di Quartiere, consentirà
l’edificazione, sempre in quel di Sibari, di un quartiere di
edilizia residenziale nei pressi del rione Ferrovia, con un
investimento superiore al milione di euro. Scocca la mezzanotte:
toccherebbe al piano di protezione civile, da licenziare entro
la fine del mese, per scongiurare, in proposito, l’ipotesi del
commissariamento. La minoranza, però, lega alla discussione del
punto anche l’elezione del nuovo presidente dell’assemblea. La
maggioranza, che sulla questione non ha ancora sciolto le
riserve casalinghe, tentenna. E da un intervento all’altro,
s’arriva alle due. Tardi, troppo tardi, per qualsivoglia
discussione. Tutto rinviato a data da destinarsi, col rischio
che, dopo mesi di lavoro e lauti compensi, a tradurre in norma
il piano di protezione civile possa essere un commissario ad
acta.
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