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Ai laghi tornano a funzionare gli impianti fognari del centro
commerciale, ma la Procura indaga: gli investigatori
formalizzano i reati riscontrati e vanno a caccia dei
responsabili.
La notizia viene dal porto turistico sibarita ed ha ad oggetto
la più paradossale delle vicende: poichè nessuno intende più
pagare le bollette dell’energia elettrica del centro
commerciale, l’Enel ha staccato la luce. Senza corrente, però,
non solo non funzionano i lampioni, ma neppure le pompe di
sollevamento della rete fognaria. Ed i reflui sfociano nelle
darsene e per questa via, attraverso il canale Stombi, in mare
aperto. A tale situazione, che si protraeva ormai da tempo, ha
adesso provvisoriamente posto rimedio il Comune. Che con fondi
propri, si è sostituito ai presunti responsabili, dallo stesso
Municipio con un’ordinanza indicati nei residenti ed in alcuni
imprenditori della zona, secondo un assunto tuttavia contestato
dai destinatari del provvedimento, ed in modo particolare dalla
“Casa Bianca group srl”, società proprietaria dei Cantieri
nautici, dal canto suo convinta della riconducibilità d’ogni
competenza proprio in capo al Comune ed all’associazione “Laghi
di Sibari”, la quale però nega recisamente qualsivoglia
responsabilità. Dal vortice delle contrapposte verità, emerge
un’unica certezza: con le fogne in tilt fino all’intervento del
Municipio, gli scarichi fognari sono finiti nella darsene.
Circostanza certificata dalle indagini avviate dai Carabinieri e
proseguite dalla Guardia Costiera sotto il coordinamento del
sostituto procuratore Baldo Pisani. In particolare, i
guardacoste coriglianesi, guidati dal tenente di vascello
Francesco Stagira, avrebbero compiuto nuovi accertamenti,
giudicati <<significativi ed interessanti>>, che avrebbero
consentito di ipotizzare l’avvenuta commissione di diversi
reati: dal danneggiamento di acque pubbliche all’inosservanza di
ordini dati dell’autorità, fino allo smaltimento illecito di
rifiuti.
Al momento, gli inquirenti starebbero procedendo a carico di
persone da identificare, ma non è escluso che già nelle prossime
ore il registro degli indagati possa riempirsi dei primi nomi,
con la Procura ancora una volta chiamata a sostituirsi ai
privati ed agli enti pubblici nella risoluzione dei frequenti
conflitti di competenza che da anni, ormai, attanagliano la vita
dei laghi di Sibari.
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