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Giovedì 13 Marzo 2008

Sibari – Ritorna la  normalità al Centro Commerciale dei Laghi di Sibari , di nuovo in funzione gli impianti fognari - La procura indaga e va a caccia dei responsabili.
 

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 24.03.08  h. 22.00

Ai laghi tornano a funzionare gli impianti fognari del centro commerciale, ma la Procura indaga: gli investigatori formalizzano i reati riscontrati e vanno a caccia dei responsabili.
La notizia viene dal porto turistico sibarita ed ha ad oggetto la più paradossale delle vicende: poichè nessuno intende più pagare le bollette dell’energia elettrica del centro commerciale, l’Enel ha staccato la luce. Senza corrente, però, non solo non funzionano i lampioni, ma neppure le pompe di sollevamento della rete fognaria. Ed i reflui sfociano nelle darsene e per questa via, attraverso il canale Stombi, in mare aperto. A tale situazione, che si protraeva ormai da tempo, ha adesso provvisoriamente posto rimedio il Comune. Che con fondi propri, si è sostituito ai presunti responsabili, dallo stesso Municipio con un’ordinanza indicati nei residenti ed in alcuni imprenditori della zona, secondo un assunto tuttavia contestato dai destinatari del provvedimento, ed in modo particolare dalla “Casa Bianca group srl”, società proprietaria dei Cantieri nautici, dal canto suo convinta della riconducibilità d’ogni competenza proprio in capo al Comune ed all’associazione “Laghi di Sibari”, la quale però nega recisamente qualsivoglia responsabilità. Dal vortice delle contrapposte verità, emerge un’unica certezza: con le fogne in tilt fino all’intervento del Municipio, gli scarichi fognari sono finiti nella darsene. Circostanza certificata dalle indagini avviate dai Carabinieri e proseguite dalla Guardia Costiera sotto il coordinamento del sostituto procuratore Baldo Pisani. In particolare, i guardacoste coriglianesi, guidati dal tenente di vascello Francesco Stagira, avrebbero compiuto nuovi accertamenti, giudicati <<significativi ed interessanti>>, che avrebbero consentito di ipotizzare l’avvenuta commissione di diversi reati: dal danneggiamento di acque pubbliche all’inosservanza di ordini dati dell’autorità, fino allo smaltimento illecito di rifiuti.
Al momento, gli inquirenti starebbero procedendo a carico di persone da identificare, ma non è escluso che già nelle prossime ore il registro degli indagati possa riempirsi dei primi nomi, con la Procura ancora una volta chiamata a sostituirsi ai privati ed agli enti pubblici nella risoluzione dei frequenti conflitti di competenza che da anni, ormai, attanagliano la vita dei laghi di Sibari.

 

Gianpaolo Iacobini

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