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Il Tar dà torto al Comune: irregolare la gara d’appalto per la
valorizzazione del patrimonio paleontologico delle grotte di
sant'Angelo, del parco naturalistico di Torre di Milone e della
Pietra del Castello.
A far notizia è una sentenza, il cui dispositivo, confermano
fonti municipali, sarebbe stato notificato ieri a Palazzo di
città. Il provvedimento conterrebbe le valutazioni espresse dai
giudici amministrativi in merito ai ricorsi presentati nei
confronti dell’impresa “Perciaccante”, in prima battuta
vincitrice della gara d’appalto. La seconda sezione del Tar,
presieduta da Guido Romano, dopo aver rigettato l’istanza
cautelare avanzata dalla ditta “Salerno” (sostenitrice della
necessità di procedere all’annullamento dell’intera gara), aveva
accolto quella avanzata dalla società “Guzzo” (rappresentata
dall’avvocato Manuela Macario), che nel suo atto eccepiva l’llegittimità
della sola graduatoria. Viziata, si sosteneva, da irregolarità
caratterizzanti la documentazione prodotta dall’impresa
aggiudicataria. Adesso, il verdetto. Con l’accoglimento delle
censure sollevate dalla ditta “Guzzo” nei riguardi della società
vincitrice e l’esclusione della stessa dalla graduatoria. Perché
i lavori di valorizzazione del patrimonio paleontologico possano
iniziare, sarà però necessario attendere l’esito del ricorso
presentato al Consiglio di Stato dall’impresa “Salerno” contro
la sospensiva negata dal Tar: il rigetto della domanda da parte
dei giudici di Palazzo Spada sbloccherebbe di fatto la
situazione di stallo, consentendo al Municipio la sottoscrizione
d’un nuovo contratto, stavolta con la ditta Guzzo.
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