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“La Città di Cassano in ordine alla carente e precaria
situazione sanitaria in cui versa il presidio di via Ponte
Nuovo, non può più attendere. In mancanza di una immediata
inversione di tendenza, si prospettano azioni di protesta
eclatanti”. Ferma e decisa è la posizione del sindaco della
Città delle Terme, Gianluca Gallo, il quale in una nota
municipale evidenzia la difficile condizione della sanità
cassanese.
“Rispetto alle reiterate promosse – chiosa il primo cittadino-
espresse in più occasioni pubbliche e private da parte delle
competenti istituzioni, Regione e ASP, nulla è mutato, né nella
programmazione e neanche nelle scelte di politica sanitaria che
non sono state adottate per migliorare il settore a Cassano e
nel territorio. Il Comune di Cassano rappresenta il 40%
dell’intero bacino d’utenza di tutto il distretto di Trebisacce,
nonché la terza città dell’ex azienda sanitaria di Rossano, in
termine di popolazione. Come istituzione locale, non possiamo
più ignorare le proteste quotidiane e continue dei cittadini,
costretti a subire, un deficit ormai cronico di strutture
sanitarie poco adeguate e moderne. Strutture in grado di
soddisfare la richiesta di prestazioni riguardanti sia la cura
che la prevenzione e quindi, la tutela della salute pubblica”.
L’unica struttura sanitaria presente nel Comune di Cassano-
denuncia la nota di Palazzo di Città - viene mortificata ogni
giorno e relegata a semplice appendice o colonia sanitaria.
Tanti sono i disagi per i pazienti di questo comune. Il
Poliambulatorio di Cassano, in più occasioni, anziché essere
completato con servizi adeguati, è stato oggetto solamente di
periodiche ristrutturazioni edilizie, più o meno importanti, che
hanno prodotto solo uno esborso notevole di risorse economiche.
Cassano doveva essere sede di Riabilitazione, poi smembrata per
favorire altre realtà dell’azienda sanitaria; doveva essere Polo
di Eccellenza per pazienti portatori di malattie terminali e
Centro importante per la Terapia del Dolore, così come previsto
dal Piano Sanitario Nazionale 98/2000 e dai successivi
provvedimenti legislativi, soprattutto la Legge 39/99, che ha
stabilito che la programmazione dei servizi sanitari e socio
sanitari avesse una particolare attenzione allo sviluppo della
rete di Cure Palliative, prevenendo uno stanziamento di fondi
per realizzare, in ciascuna Regione o Provincia, uno o più
Centri Residenziali per le cure palliative – Hospice (quello di
Cassano unico in tutta la Regione Calabria). “Per quanto
riguarda i servizi ambulatoriali, secondo gli amministratori
cassanesi, si adombra addirittura la chiusura di alcuni servizi
e lo smantellamento di altri, al posto del potenziamento e
dell’ampliamento. Mentre, per il servizio di radiologia, ormai
al collasso, di cui si paventa la chiusura in quanto l’unica
unità tecnica presente trovasi attualmente in maternità, e
nonostante le sollecitazioni dirette sia al responsabile del
distretto dott. Rocco Soldato, che al direttore del dipartimento
dott. Scarcella, continua a non funzionare perché non si riesce
a trovare un tecnico sostituto (uno e non dieci), con gravi
ripercussioni sulla popolazione ed in particolare verso quelle
fasce di soggetti più deboli, costretti a subire ulteriori gravi
disagi. Inoltre, da mesi al Poliambulatorio di via Ponte Nuovo,
manca e non viene ancora nominato, il medico chirurgo necessario
per le visite specialistiche. La specialistica ambulatoriale,
sia per i tempi d’attesa che per la strumentazione a
disposizione, soprattutto per alcune branche lascia molto a
desiderare. Anche l’Hospice, che doveva essere il fiore
all’occhiello della sanità calabrese, ancora oggi opera in
regime di precarietà. Manca una pianta organica completa ed è
carente di alcune attrezzature necessarie per procedere al
completamento di alcune indagini di diagnostica, tra cui,
l’Ecografo ed altre strumentazioni, prelevati dalla struttura
ospedaliera e a tutt’oggi non restituite, con grave danno non
solo per i pazienti ma, soprattutto, per gli operatori del
servizio, sul piano organizzativo e professionale”.
Chiara la posizione dell’amministrazione comunale che “non
intende consentire ulteriori scippi ai danni del comune” e che
nel frattempo “ha rivolto l’invito al neo Direttore Generale
dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, già sollecitato
in un recente incontro, a tenere in debita considerazione quelle
che sono le reali esigenze della popolazione di uno dei
territori più importanti della Calabria. Se le risposte
tarderanno ad arrivare non si escludono forme di proteste
eclatanti”.
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