|
In un convegno promosso sul tema in città la Polizia Stradale ha
rivelato come nel fine settimana siano state ritirate per
ubriachezza ben 17 patenti. Appello di Chiesa e istituzioni. Il
Sindaco annuncia presto uno sportello di assistenza e
prevenzione anti alcolismo anche a Cassano.
L'abuso di alcol, insieme al consumo di droghe pesanti, è
considerato uno dei principali mali che attanagliano i giovani,
specie adolescenti, sia in modo diretto che indiretto. A
lanciare l’allarme martedì scorso, nel corso di un
incontro-dibattito dal titolo “Alcol e giovani, binomio
allarmante”, organizzato dall’associazione cassanese “Pace
Ascolto e Solidarietà” del presidente Biagio Galizia, sono state
la forze dell’ordine, le istituzioni ed anche la Chiesa. Infatti
secondo dati venuti fuori dallo studio congiunto nel territorio
del fenomeno è emerso che su un campione complessivo di quasi
100 ragazzi di tutto il comprensorio, ben 31 almeno una volta ha
fatto abuso di alcol. Un fenomeno in costante crescita dunque,
dal quale non è esente la città delle Terme e tutto
l’hinterland. La cosa più preoccupante è che l’alcol non viene
consumato da adulti all’osteria, tanto per passare il tempo,
come accadeva in Italia fino a mezzo secolo fa, ma da giovani
spesso al di sotto dei venti anni. Qui i maschi infatti si
avvicinano all’alcool prima delle loro coetanee, già prima di
aver compiuto quindici anni, in alcuni casi anche tra i 13 e 14
anni. Non che le ragazze siano più sagge: semplicemente arrivano
a questo genere di consumi con un po’ di ritardo, verso i
diciassette anni, per poi addirittura invertire la tendenza:
27,9% delle femmine, contro 25,3% dei maschi tra i ventuno ed i
trent'anni; 15,1% contro 2,7% tra i trentuno ed i quaranta; 5,8%
contro 1,1% tra i quarantuno ed i cinquanta. Ma perché si beve?
Nell’indagine condotta da Chiesa, forze dell’Ordine, Camera
minorile e studenti, sembra che il 28,9% del campione cerchi
nell’alcool uno stato di euforia, il 14,1% addirittura la
felicità. Può anche accadere che nell’alcool non si cerchi
proprio nulla, se non una via di fuga dalla propria realtà: il
12,6% vuole infatti fuggire dalla depressione, l’11,1% dalla
solitudine; quasi il 10% degli intervistati beve per ‘noia’.A
causa dell’alcol ogni giorno si consumano numerosi reati, ebbene
ha riferito il Commissario di Polizia Stradale di Trebisacce
Pino Lufrano: “ Nel fine settimana appena trascorso sullo Jonio
abbiamo ritirato ben 17 patenti per guida in stato di
ubriachezza grave. Un allarme serio ha avvertito il Commissario
testimoniato da un caso apice poiché una ragazza di appena 21
anni è stata trovata con un tasso etilico di 2, quanto il limite
massimo consentito è appena dello 0,5. Dati allarmanti, un
fenomeno devastante. Da qui l’appello non solo del Commissario
di Polizia, ma anche del Tenente dei Carabinieri di Cassano
Giorgio Feola, secondo i quali: “ Importantissime sono le
famiglie, chiediamo aiuto a loro per cercare di vincere questo
nuovo male che nuoce anche soggetti che non bevono. Tanto è vero
che su 20 incidenti registratisi in quest’ultimo periodo, in 13
casi i guidatori sono risultati positivi al controllo del tasso
alcolico. Allarme è giunto anche dalla Chiesa, presente
all’incontro sul tema con mons. Silvio Renne che ha rivelato
come in uno studio informale è stato accertato come a Cassano un
bar in media arrivi anche a consumare 20 litri di super alcolici
in una settimana. Certamente da questa tendenza in continua
crescita non sono esenti i modelli culturali proposti dalla
pubblicità e dai media: ubriacarsi è considerato ‘figo’, oppure,
forse peggio, ‘normale’. Chi abusa di alcool è generalmente un
giovane che non ha mete da raggiungere, poche aspirazioni al
successo e alla carriera, scarso impegno sociale e religioso,
deboli legami familiari, cattivi risultati scolastici, ma
naturalmente possono esservi delle eccezioni., hanno avvertito
gli esperti del settore rappresentati dalla dott.ssa Agata
Salimbeni del Sert, dalla dott.ssa Antonietta Sconza -
Psicoteurapeuta e dalla dott.ssa Alessandra Oriolo – psicologa,
che ha sottolineato una circostanza alquanto strana. si è visto
infatti che gli adolescenti più portati verso la sperimentazione
di alcol e droghe non sono quelli con più scarso livello
intellettivo, ma anzi, sono spesso i più intelligenti e cioè i
più curiosi e quelli che si pongono maggiori domande
esistenziali. Significative sono poi state le testimonianze
dirette dell’Associazione alcolisti anonimi, persone che hanno
vinto il problema è che hanno avvertito della serietà della
problematica. “L’alcol è il sintomo – ha sostenuto un giovane
studente cassanese – di un disagio giovanile preoccupante. Molti
miei coetanei a causa della loro fragilità e della mancanza di
ambizioni cadano subito vittime del fenomeno. In loro a volte
manca l’attaccamento alla vita, poiché usando quelle sostanze –
ammonisce il giovane – è proprio quella che si rischia di
rovinare e di perdere. Dunque da Cassano un grido di allarme
raccolto dal primo cittadino Gianluca Gallo che in coda al
dibattito ha manifestato la volontà, coinvolgendo la stessa
Associazione organizzatrice del convegno, di istituire a Cassano
un centro di ascolto e prevenzione contro l’abuso di alcol.
|