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Lauropoli trafugato il portone d’ ingresso del settecentesco
Palazzo ducale Serra ? Da qualche giorno il portone in ferro
battuto del palazzo appartenuto alla fondatrice di Lauropoli,
Laura Serra, non è più al suo posto. Esso costituiva, insieme a
qualche parte ancora rimasta intatta dello stesso palazzo,
l’unica testimonianza residua di carattere storico e
architettonico della comunità di Lauropoli. Il palazzo fa parte
di un “quadrilatero”, con al centro un ampio cortile dove
sorgeva un pozzo ora dismesso, che comprende la chiesa della
Presentazione del Signore col suo artistico campanile restaurato
qualche anno fa per iniziativa della Soprintendenza cosentina,
le ex stalle e le botteghe appartenute a Laura Serra, mentre al
primo piano vi era la dimora della fondatrice di Lauropoli.
Negli ultimi decenni il manufatto di antico impianto era stato
deturpato nel più completo disinteressamento delle autorità
locali ma anche della Soprintendenza ai beni storici e
architettonici di Cosenza. Il portone, realizzato nella seconda
metà del 18° secolo, con struttura muraria a sesto acuto, era
rimasto il simbolo storico delle origini della piccola comunità.
Per dovere di cronaca va precisato che la struttura attualmente
appartiene a privati. Agli inizi del 1900 l’immobile, intestato
alla famiglia Preacco di Palermo, fu venduto, per pubblico
incanto, e sezionato in lotti, presso il tribunale di
Castrovillari. Successivamente passò alla famiglia Toscano che,
negli anni successivi, ha venduto a privati. Ora cosa si può
fare per non cancellare ogni residua forma di testimonianza
storica della comunità di Lauropoli? L’amministrazione comunale
di Cassano, la Soprintendenza ai beni culturali di Cosenza, la
Regione Calabria possono fare qualcosa? I cittadini di Lauropoli
non possono tollerare questo ulteriore affronto alla propria
identità storica.
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