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Diocesi di Cassano All'Ionio |
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PRESENTAZIONE DEL LIBRO
" SULLE ORME DEL DIVINO VIANDANTE "
DI S.E. Mons. Vincenzo Bertolone |
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TEATRO COMUNALE
CASSANO ALL’IONIO
1 FEBBRAIO 2008 - ORE 15,00 |
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...sulle orme del Divino viandante,
la vita consacrata narra, con la propria testimonianza e
con la parola, che Dio cammina con l’uomo, si fa a lui
vicino, amico e compagno di viaggio per amore, e che essa
stessa si fa sua compagna di viaggio, diventando per lui
faro luminoso.
A questo la vita consacrata è chiamata in modo speciale:
far vedere Gesù. Per questo con voi desidero camminare.
Con questo impegno, vivo con voi la speranza che Dio saprà
fare nuove tutte le cose...
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GALLERY
® G. Zaccato - www.cassanoalloionio.info |
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I N T E R V E N T I
Prof.ssa Michelina TENACE
Ordinario di Teologia Dogmatica
presso la Pontificia Facoltà Gregoriana
“La Vita Consacrata sulle
Orme del Divino Viandante”
Sr. Benedetta SCOLARO
Responsabile Regionale USMI
“Il Divino Viandante e il futuro della
Vita Consacrata”
P. Bruno MACRÍ
Maestro dei Novizi dell’Italia Sudpeninsulare
“La Radicalità Evangelica sulle
Orme del Divino Viandante”
M O D E R A T O R E
Mons. Carmine SCARAVAGLIONE
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Diocesi di Cassano All'Ionio
Piazza S. Eusebio, 1
87011 Cassano All’Ionio (CS)
Tel. 0981.71006; Fax 0981.782250
vescovo@diocesicassano.191.it |
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IL
LIBRO |
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PRESENTAZIONE
Presento volentieri questo volume sulla vita consacrata scritto
da Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Bertolone, Vescovo di Cassano
allo Jonio. Esso è impostato nella prospettiva del testo
evangelico dei discepoli di Emmaus, un'icona biblica di
inesauribile suggestione che, come giustamente l'Autore ha
affermato e argomentato, particolarmente si presta ad illustrare
il ruolo della vita consacrata nel mondo contemporaneo,
collocandola nel suo humus originario, che è il cuore della
Chiesa. In effetti, come ha sottolineato il Servo di Dio
Giovanni Paolo II, «la vita consacrata si pone nel cuore stesso
della Chiesa come elemento decisivo per la sua missione, giacché
esprime l'intima natura della vocazione cristiana e la tensione
di tutta la Chiesa-Sposa verso l'unione con l'unico Sposo»
(Esortazione apostolica post-sinodale Vita Consecrata, 3).
È infatti l'incontro con Gesù che svela alla vita consacrata la
sua precipua qualità, ovvero l'essere narrazione di un amore che
esiste da sempre. L'Autore, ricco dell'esperienza derivatagli
dal lungo e assiduo impegno profuso presso la Congregazione per
gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica,
presenta le persone consacrate come pienamente consapevoli di
essere sempre in cammino, di non avere nulla da dare per
scontato né per acquisito una volta per tutte, perché, come ha
affermato recentemente il Santo Padre Benedetto XVI, «Cristo è
la chiave di tutto e solo unendosi nel cammino ai discepoli di
Emmaus, solo camminando con Cristo, rileggendo tutto nella sua
luce, con Lui crocifisso e risorto, entriamo nella bellezza e
nella ricchezza della Sacra Scrittura» (Discorso al Clero di
Roma, 22 febbraio 2007) e dunque della storia della salvezza.
Questo denso libretto, rivolto non soltanto agli uomini e alle
donne che hanno fatto una scelta di vita radicale per il
Vangelo, ma pure ai tanti che guardano ad essi con ammirazione e
profondo senso di gratitudine, è frutto di una spontanea e
appassionata riflessione sul significato e sul valore della vita
consacrata, alla luce del mistero del Cristo Risorto che, lungo
la strada, si fa prossimo di discepoli confusi e smarriti.
L'Autore accomuna il loro sentire a quello dei consacrati che
talvolta si rifugiano in sterili autocritiche, rinunciando a
lasciarsi avvicinare e sorprendere dal misterioso Viandante che
cammina con loro. Lo scritto, pertanto, vuole proprio farsi eco
della voce di questo Viandante, il quale anche oggi rammenta ai
consacrati le ragioni profonde della divina chiamata.
La graduale rivelazione dello Sconosciuto suscita, in tal modo,
la progressiva riscoperta della propria identità di consacrati,
che, rinnovata e rinvigorita dalla nuova linfa che il Risorto ha
elargito donando il suo Santo Spirito, torna ad illuminare
quanti, pur professandosi cristiani, stentano a riconoscere il
Maestro e affondano lentamente ed inesorabilmente nella palude
dei dubbi e delle incertezze. Contemplando il volto amorevole
del Cristo, i consacrati possono diventare altrettanti
«viandanti» che lungo le strade incontrano gli uomini, facendosi
prossimo nel difficile cammino verso l'autentica identità
cristiana. Dalle pagine della Quarta Parte traspare che, anche
oggi, la vita consacrata ha tanto da dire e da testimoniare al
mondo: nell'attuale contesto sociale, per molti aspetti cosi
confuso e contraddittorio, guardando alla vita consacrata è
ancora possibile avere la certezza che Cristo continua a
percorrere le strade dall'uomo.
Ai consacrati spetta cogliere negli avvenimenti i segni della
salvezza che Dio opera nel mondo; leggere e svelare l'intimo
progetto che muove ogni cosa verso il suo ultimo compimento in
Dio; offrire prospettive di senso che illuminino l'umana realtà,
oltre il vuoto apparente e la disillusione. Come scrive
l'Autore, la vita consacrata è testimone di un Dio che ama il
mondo fino a donare il suo unico Figlio, e di una fede,
itinerario faticoso e a tratti doloroso, che porta il credente a
contare non tanto sulle proprie forze e capacità, ma soprattutto
sull'amore tenero e appassionato di Dio. Per tale motivo essa è
decisiva per la missione della Chiesa, perché è espressione
viva, fedele e feconda del messaggio evangelico, in forza del
quale la Chiesa è per il mondo lievito, fermento, richiamo
dell'Infinito, dell'Assoluto, di Dio.
Auguro ai lettori, in particolare alle persone consacrate ma
anche a quanti sono loro vicini con la stima e l'amicizia, di
percorrere lo stesso cammino e di rimanere affascinati dal Volto
del Divino Viandante.
+ TARCISIO Card.
BERTONE
Segretario di Stato di Sua Santità
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PREMESSA
Nel mese di luglio del
2005, mentre preparavo un elenco di titoli da sottoporre al
Card. Angelini in vista del Congresso del 2006 dal titolo "Emmaus:
nel Volto di Cristo l'unità degli uomini", venne a trovarmi il
sacerdote e religioso P. Roberto Fusco, della Fraternità di
Betania. Parlando di varie cose, ebbi a dirgli che il mio tema
sarebbe stato "Il cammino di Emmaus, metafora dell'uomo
contemporaneo". Il mio interlocutore annuì e, di rimando, mi
chiese con fraterna sollecitazione: «Dal momento che lei è
sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di Vita
Consacrata e le Società di Vita Apostolica, perché non prova a
mettersi in discussione trattando del cammino della vita
consacrata in relazione al cammino dei discepoli di Emmaus?» E
perché no? La cosa mi garbava, anche se mi suonava un po'
provocatoria.
Il testo che offro al lettore,
perciò, è proprio frutto di quel franco scambio di battute. Esso
parte da una breve analisi della vita consacrata inserita nella
società contemporanea, con la quale interagisce, e del suo ruolo
specifico all'interno della Chiesa. Lo sviluppo successivo si
snoda tutto alla luce del testo lucano dei discepoli di Emmaus.
Iniziando da alcuni brevi, ma necessari, cenni esegetici, ho
cercato i riflessi della luce del Risorto per il cammino della
vita consacrata nel nostro mondo contemporaneo. Sarò riuscito
nell'intento? Non so. Però sono fiducioso di trasmettere ai
consacrati le profonde emozioni che ho provato meditando la
pericope evangelica. La mia speranza è di riuscire a scaldare il
cuore di coloro che lo leggeranno, affinché a loro volta,
possano fare altrettanto con il cuore di tutti coloro che
incontreranno nel loro cammino. A gloria di Dio e del Suo nome.
+ TARCISIO Card. BERTONE
Segretario di Stato di Sua Santità
INTRODUZIONE
«Le mie lacrime
nell'otre tuo raccogli» (SI 56,9). Potrebbe essere questo
l'epilogo di una "morte annunciata" da tempo, direbbe qualcuno.
A versare queste lacrime di amarezza non dovrebbe essere altri
che la vita consacrata, impegnata sul fronte di una ricerca mai
conclusa di identità e di chiarezza, probabilmente perché il
mondo cambia e, cambiando, ha dato dei grossi scossoni anche ai
consacrati. Guai se così non fosse: la vita consacrata, infatti,
non può e non deve viaggiare su percorsi paralleli che non
incrociano la storia, né si lasciano perforare dalle attese,
dalle speranze, dal dolore degli uomini. Dice la Gaudium et Spes:
«Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini
d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono,
sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei
discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non
trovi eco nel loro cuore».
D'altra parte, è un dato di fatto che gli scenari che si
disegnano all'orizzonte del mondo vecchio e nuovo si
ripercuotono anche sulla vita consacrata provandola, e quindi
provocandola, proprio lì dove essa pensava di essere come
fortezza inespugnabile. Chi avrebbe mai pensato che dopo quell'11
settembre del 2001 anche la vita consacrata fosse destinata a
cambiare? Il mito della globalizzazione, che aveva inizialmente
alimentato la fiducia in un mondo solidale e aperto, libero e
pacifico, si infrange oramai dinanzi al sorgere di nuove
diffidenze, paure e risentimenti, davanti all'emergere quasi
prorompente dei vecchi stati nazionali chiusi e protetti dentro
i loro confini. La lezione della contemporaneità postmoderna
appare sempre più caratterizzata dalla complessità, dalla
cultura del frammento (con conseguente parcellizzazione della
verità), dall'inflazione dei punti di riferimento che, pertanto,
si moltiplicano a dismisura, dall'eccesso delle possibilità e
dalle loro incoerenze, dal relativismo, dall'esigenza di
relazioni autentiche che privilegino la prossimità, la vicinanza
e la reciprocità, dall'insopprimibile bisogno di essere
riconosciuti nella propria identità personale. Appare
caratterizzata dalla spasmodica, ossessionante ricerca di un
assoluto presente che renda eternamente giovani e che allontani
la morte, demonizzandola.
+ Mons. VINCENZO BERTOLONE
Vescovo Diocesi di Cassano Allo Ionio |
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VINCENZO BERTOLONE
appartiene alla Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri
"Boccone del Povero", fondata a Palermo dal Beato Giacomo
Cusmano. Ha conseguito la laurea in Pedagogia al Magistero di
Palermo, quindi alla Pontificia Università "Angelicum" di Roma
il dottorato in Diritto Canonico. Dal 1976 al 2006 è stato
membro del Consiglio Generale della sua Congregazione.
Attualmente è postulatore della Causa di canonizzazione del
Beato Giacomo Cusmano, del servo di Dio Padre Francesco Spoto, e
della causa di Beatificazione della Serva di Dio Vincenzina
Cusmano e del Servo di Dio Francesco Paolo Gravina. Dal 1°
ottobre 1988 ha prestato servizio alla Congregazione per gli
Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica,
dove il 12 giugno 2004 è stato nominato sottosegretario dal
Santo Padre Giovanni Paolo II. È stato membro delle commissioni
Interdicasteriali permanenti e del Consiglio ULSA. Dal marzo
2007 è vescovo di Cassano allo Jonio (CS). Ha pubblicato: La
Salus animarum nell'Ordinamento giuridico della Chiesa (1987),
Volto Redentore (1997), Le sette lampade (1997), E il mandorlo
fiorì (1999), I sette doni della Grazia (2000), I tre compagni
di viaggio (2001), Quello sguardo e Per tre quarti sono cuore
(ambedue nel 2002), Aspetti giuridici e attenzioni carismatiche
nelle esperienze di aggregazioni, Federazioni, Fusioni e unioni
di Istituti di Vita Consacrata (2006).
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