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Gazzetta del Sud
31 gennaio 2008
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Cassano – "Sulle orme del Divino Viandante " - L'ultima fatica letteraria del vescovo della Diocesi di Cassano Mons. Vincenzo Bertolone. Domani presentazione al Teatro Comunale

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Diocesi di Cassano All'Ionio

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
" SULLE ORME DEL DIVINO VIANDANTE "
DI S.E. Mons. Vincenzo Bertolone

TEATRO COMUNALE
CASSANO ALL’IONIO
1 FEBBRAIO 2008 - ORE 15,00

...sulle orme del Divino viandante, la vita consacrata narra, con la propria testimonianza e con la parola, che Dio cammina con l’uomo, si fa a lui vicino, amico e compagno di viaggio per amore, e che essa stessa si fa sua compagna di viaggio, diventando per lui faro luminoso.
A questo la vita consacrata è chiamata in modo speciale: far vedere Gesù. Per questo con voi desidero camminare. Con questo impegno, vivo con voi la speranza che Dio saprà fare nuove tutte le cose...

 

 PHOTO GALLERY ® G. Zaccato - www.cassanoalloionio.info

[ clicca sulle immagini per ingrandirle ]

I N T E R V E N T I

Prof.ssa Michelina TENACE
Ordinario di Teologia Dogmatica
presso la Pontificia Facoltà Gregoriana

“La Vita Consacrata sulle
Orme del Divino Viandante”


Sr. Benedetta SCOLARO
Responsabile Regionale USMI

“Il Divino Viandante e il futuro della
Vita Consacrata”


P. Bruno MACRÍ
Maestro dei Novizi dell’Italia Sudpeninsulare

“La Radicalità Evangelica sulle
Orme del Divino Viandante”


M O D E R A T O R E

Mons. Carmine SCARAVAGLIONE
 

Diocesi di Cassano All'Ionio
Piazza S. Eusebio, 1
87011 Cassano All’Ionio (CS)
Tel. 0981.71006; Fax 0981.782250
vescovo@diocesicassano.191.it

 

 IL LIBRO

PRESENTAZIONE

Presento volentieri questo volume sulla vita consacrata scritto da Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Bertolone, Vescovo di Cassano allo Jonio. Esso è impostato nella prospettiva del testo evangelico dei discepoli di Emmaus, un'icona biblica di inesauribile suggestione che, come giustamente l'Autore ha affermato e argomentato, particolarmente si presta ad illustrare il ruolo della vita consacrata nel mondo contemporaneo, collocandola nel suo humus originario, che è il cuore della Chiesa. In effetti, come ha sottolineato il Servo di Dio Giovanni Paolo II, «la vita consacrata si pone nel cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo per la sua missione, giacché esprime l'intima natura della vocazione cristiana e la tensione di tutta la Chiesa-Sposa verso l'unione con l'unico Sposo» (Esortazione apostolica post-sinodale Vita Consecrata, 3).
È infatti l'incontro con Gesù che svela alla vita consacrata la sua precipua qualità, ovvero l'essere narrazione di un amore che esiste da sempre. L'Autore, ricco dell'esperienza derivatagli dal lungo e assiduo impegno profuso presso la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, presenta le persone consacrate come pienamente consapevoli di essere sempre in cammino, di non avere nulla da dare per scontato né per acquisito una volta per tutte, perché, come ha affermato recentemente il Santo Padre Benedetto XVI, «Cristo è la chiave di tutto e solo unendosi nel cammino ai discepoli di Emmaus, solo camminando con Cristo, rileggendo tutto nella sua luce, con Lui crocifisso e risorto, entriamo nella bellezza e nella ricchezza della Sacra Scrittura» (Discorso al Clero di Roma, 22 febbraio 2007) e dunque della storia della salvezza.
Questo denso libretto, rivolto non soltanto agli uomini e alle donne che hanno fatto una scelta di vita radicale per il Vangelo, ma pure ai tanti che guardano ad essi con ammirazione e profondo senso di gratitudine, è frutto di una spontanea e appassionata riflessione sul significato e sul valore della vita consacrata, alla luce del mistero del Cristo Risorto che, lungo la strada, si fa prossimo di discepoli confusi e smarriti. L'Autore accomuna il loro sentire a quello dei consacrati che talvolta si rifugiano in sterili autocritiche, rinunciando a lasciarsi avvicinare e sorprendere dal misterioso Viandante che cammina con loro. Lo scritto, pertanto, vuole proprio farsi eco della voce di questo Viandante, il quale anche oggi rammenta ai consacrati le ragioni profonde della divina chiamata.
La graduale rivelazione dello Sconosciuto suscita, in tal modo, la progressiva riscoperta della propria identità di consacrati, che, rinnovata e rinvigorita dalla nuova linfa che il Risorto ha elargito donando il suo Santo Spirito, torna ad illuminare quanti, pur professandosi cristiani, stentano a riconoscere il Maestro e affondano lentamente ed inesorabilmente nella palude dei dubbi e delle incertezze. Contemplando il volto amorevole del Cristo, i consacrati possono diventare altrettanti «viandanti» che lungo le strade incontrano gli uomini, facendosi prossimo nel difficile cammino verso l'autentica identità cristiana. Dalle pagine della Quarta Parte traspare che, anche oggi, la vita consacrata ha tanto da dire e da testimoniare al mondo: nell'attuale contesto sociale, per molti aspetti cosi confuso e contraddittorio, guardando alla vita consacrata è ancora possibile avere la certezza che Cristo continua a percorrere le strade dall'uomo.
Ai consacrati spetta cogliere negli avvenimenti i segni della salvezza che Dio opera nel mondo; leggere e svelare l'intimo progetto che muove ogni cosa verso il suo ultimo compimento in Dio; offrire prospettive di senso che illuminino l'umana realtà, oltre il vuoto apparente e la disillusione. Come scrive l'Autore, la vita consacrata è testimone di un Dio che ama il mondo fino a donare il suo unico Figlio, e di una fede, itinerario faticoso e a tratti doloroso, che porta il credente a contare non tanto sulle proprie forze e capacità, ma soprattutto sull'amore tenero e appassionato di Dio. Per tale motivo essa è decisiva per la missione della Chiesa, perché è espressione viva, fedele e feconda del messaggio evangelico, in forza del quale la Chiesa è per il mondo lievito, fermento, richiamo dell'Infinito, dell'Assoluto, di Dio.
Auguro ai lettori, in particolare alle persone consacrate ma anche a quanti sono loro vicini con la stima e l'amicizia, di percorrere lo stesso cammino e di rimanere affascinati dal Volto del Divino Viandante.

+ TARCISIO Card. BERTONE
Segretario di Stato di Sua Santità

 

PREMESSA

Nel mese di luglio del 2005, mentre preparavo un elenco di titoli da sottoporre al Card. Angelini in vista del Congresso del 2006 dal titolo "Emmaus: nel Volto di Cristo l'unità degli uomini", venne a trovarmi il sacerdote e religioso P. Roberto Fusco, della Fraternità di Betania. Parlando di varie cose, ebbi a dirgli che il mio tema sarebbe stato "Il cammino di Emmaus, metafora dell'uomo contemporaneo". Il mio interlocutore annuì e, di rimando, mi chiese con fraterna sollecitazione: «Dal momento che lei è sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, perché non prova a mettersi in discussione trattando del cammino della vita consacrata in relazione al cammino dei discepoli di Emmaus?» E perché no? La cosa mi garbava, anche se mi suonava un po' provocatoria.

Il testo che offro al lettore, perciò, è proprio frutto di quel franco scambio di battute. Esso parte da una breve analisi della vita consacrata inserita nella società contemporanea, con la quale interagisce, e del suo ruolo specifico all'interno della Chiesa. Lo sviluppo successivo si snoda tutto alla luce del testo lucano dei discepoli di Emmaus. Iniziando da alcuni brevi, ma necessari, cenni esegetici, ho cercato i riflessi della luce del Risorto per il cammino della vita consacrata nel nostro mondo contemporaneo. Sarò riuscito nell'intento? Non so. Però sono fiducioso di trasmettere ai consacrati le profonde emozioni che ho provato meditando la pericope evangelica. La mia speranza è di riuscire a scaldare il cuore di coloro che lo leggeranno, affinché a loro volta, possano fare altrettanto con il cuore di tutti coloro che incontreranno nel loro cammino. A gloria di Dio e del Suo nome.

+ TARCISIO Card. BERTONE
Segretario di Stato di Sua Santità

 

INTRODUZIONE

«Le mie lacrime nell'otre tuo raccogli» (SI 56,9). Potrebbe essere questo l'epilogo di una "morte annunciata" da tempo, direbbe qualcuno. A versare queste lacrime di amarezza non dovrebbe essere altri che la vita consacrata, impegnata sul fronte di una ricerca mai conclusa di identità e di chiarezza, probabilmente perché il mondo cambia e, cambiando, ha dato dei grossi scossoni anche ai consacrati. Guai se così non fosse: la vita consacrata, infatti, non può e non deve viaggiare su percorsi paralleli che non incrociano la storia, né si lasciano perforare dalle attese, dalle speranze, dal dolore degli uomini. Dice la Gaudium et Spes: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore».
D'altra parte, è un dato di fatto che gli scenari che si disegnano all'orizzonte del mondo vecchio e nuovo si ripercuotono anche sulla vita consacrata provandola, e quindi provocandola, proprio lì dove essa pensava di essere come fortezza inespugnabile. Chi avrebbe mai pensato che dopo quell'11 settembre del 2001 anche la vita consacrata fosse destinata a cambiare? Il mito della globalizzazione, che aveva inizialmente alimentato la fiducia in un mondo solidale e aperto, libero e pacifico, si infrange oramai dinanzi al sorgere di nuove diffidenze, paure e risentimenti, davanti all'emergere quasi prorompente dei vecchi stati nazionali chiusi e protetti dentro i loro confini. La lezione della contemporaneità postmoderna appare sempre più caratterizzata dalla complessità, dalla cultura del frammento (con conseguente parcellizzazione della verità), dall'inflazione dei punti di riferimento che, pertanto, si moltiplicano a dismisura, dall'eccesso delle possibilità e dalle loro incoerenze, dal relativismo, dall'esigenza di relazioni autentiche che privilegino la prossimità, la vicinanza e la reciprocità, dall'insopprimibile bisogno di essere riconosciuti nella propria identità personale. Appare caratterizzata dalla spasmodica, ossessionante ricerca di un assoluto presente che renda eternamente giovani e che allontani la morte, demonizzandola.

+ Mons. VINCENZO BERTOLONE
Vescovo Diocesi di Cassano Allo Ionio

 

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VINCENZO BERTOLONE
appartiene alla Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri "Boccone del Povero", fondata a Palermo dal Beato Giacomo Cusmano. Ha conseguito la laurea in Pedagogia al Magistero di Palermo, quindi alla Pontificia Università "Angelicum" di Roma il dottorato in Diritto Canonico. Dal 1976 al 2006 è stato membro del Consiglio Generale della sua Congregazione. Attualmente è postulatore della Causa di canonizzazione del Beato Giacomo Cusmano, del servo di Dio Padre Francesco Spoto, e della causa di Beatificazione della Serva di Dio Vincenzina Cusmano e del Servo di Dio Francesco Paolo Gravina. Dal 1° ottobre 1988 ha prestato servizio alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, dove il 12 giugno 2004 è stato nominato sottosegretario dal Santo Padre Giovanni Paolo II. È stato membro delle commissioni Interdicasteriali permanenti e del Consiglio ULSA. Dal marzo 2007 è vescovo di Cassano allo Jonio (CS). Ha pubblicato: La Salus animarum nell'Ordinamento giuridico della Chiesa (1987), Volto Redentore (1997), Le sette lampade (1997), E il mandorlo fiorì (1999), I sette doni della Grazia (2000), I tre compagni di viaggio (2001), Quello sguardo e Per tre quarti sono cuore (ambedue nel 2002), Aspetti giuridici e attenzioni carismatiche nelle esperienze di aggregazioni, Federazioni, Fusioni e unioni di Istituti di Vita Consacrata (2006).
 

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