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L’Autore. Vincenzo Bertolone è Missionario dei Servi dei Poveri del
Beato Giacomo Cusmano, il santo palermitano; ha una vasta e profonda
cultura sia teologica che letteraria, unita a una attiva esperienza
pastorale; è stato Sottosegretario per gli Istituti di Vita
Consacrata, scelto da Giovanni Paolo II; dal 2007 è Vescovo di
Cassano all’Jonio (Cs) per volontà di papa Benedetto XVI.
S. E. Mons. Vincenzo Bertolone ha al suo attivo non poche
pubblicazioni ben riuscite. Da Vescovo ha assunto, anche nello
scrivere, uno stile pastorale come si può notare pure in questa
pubblicazione sul Sacerdozio, che presentiamo; pubblicazione non
solo per i suoi preti, ma anche per quelli delle altre diocesi;
nonché per i laici che vogliono meglio conoscere il servizio
sacerdotale da essi svolto e al quale sono, direi, soprattutto essi
interessati.
Il titolo. Ars era, nei primi decenni dell’Ottocento, un villaggio
sconosciuto a circa 34 chilometri da Lione in Francia; un villaggio
formato da un gruppo di case basse e povere e una chiesetta
malandata, con poche centinaia di abitanti. Sarebbe rimasto
sconosciuto al mondo, se non vi fosse arrivato un piccolo prete
povero materialmente e anche culturalmente, Giovanni Maria Vianney,
non da parroco ma da semplice Curato.
Da anni senza un prete, la mattina del 10 febbraio del 1818 quella
povera gente inaspettatamente sentì suonare la campana; e capì che
era arrivato ad Ars un Curato; ma certamente non prevedeva che
proprio Lui lo avrebbe reso celebre e conosciuto nei secoli nel
mondo per la sua santità, con l’umile epiteto di santo Curato d’Ars.
Ebbene, ricordarlo nel nel 150° della morte, per desiderio di
Benedetto XVI, accende nella Chiesa la speranza di un rifiorire di
santità sacerdotale, di cui oggi la Chiesa e il mondo hanno bisogno.
Perciò da Ars la speranza della Chiesa.
L’opera. Ottimo il contenuto; chiaro e scorrevole lo stile, e non
solo letterario, ma soprattutto direi, nella sua forma didattica,
ossia da «maestro nella fede», che è la missione del Vescovo:
l’Autore esamina infatti tutti gli aspetti della formazione
sacerdotale che, pur nella fedeltà all’istituzione divina, deve
incarnarsi nell’attuale situazione culturale così complessa e
prevalentemente negativa, pur con tante luci, qual è la nostra; in
questo excursus spicca la figura del Curato d’Ars che deve essere
imitato con intelligenza nella sua santità; ricordando che la
santità non conosce l’usura del tempo.
L’occasione. «Accogliamo - conclude il Vescovo la sua lettera ai
suoi sacerdoti - l’invito del Santo Padre Benedetto XVI (che ha
indetto l’Anno Sacerdotale) ad essere sacerdoti irreprensibili per
testimoniare, come il santo curato d’Ars, Cristo Nostro Signore» (p.
168). . ......
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