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Dopo
la pace, la tempesta: l’opposizione di centrodestra in consiglio
comunale torna a criticare l’operato del sindaco Gianluca Gallo.
Nel mirino della critica “politica”, la selezione interna che il
Comune di Cassano ha indetto per la copertura di di quattro
posto di dirigente all’interno dell’ente. A tuonare è il
portacolori del Pdl Roberto Falvo che, in un’interpellanza
indirizzata al primo cittadino, chiede lumi sulla vicenda:
«Apprendo che in data 16.12.2009 sono stati pubblicati due
distinti bandi di gara con i quali si è indetta una selezione
interna per la copertura di due posti di categoria D1 –
istruttore direttivo profilo professionale contabile e due posti
di categoria D1 – istruttore direttivo profilo professionale
tecnico – scrive il capogruppo del Pdl - in pratica si vorrebbe
far progredire verticalmente quattro degli attuali dipendenti.
Il mio personale parere, ma credo debba essere anche il suo,
atteso che lei esercita l’identica mia professione, è che simili
procedure violino i dettami dell'art. 97 della Costituzione,
prescindendo dalla considerazione che il combinato disposto
dagli artt. 36 e 36 bis del D. Lgs. 29/93, i cui principi oggi
trasfusi nell’art. 35 del D. Lgs 165/2001, per effetto
dell’espresso rinvio contemplato dall’art. 88 del D. Lgs.
267/2000, risultano applicabili agli Enti Locali. Ho letto
l’art. 91 del T.U. 267/2000 che consente agli enti locali, che
non versino in situazioni strutturalmente deficitarie, di
espletare concorsi interamente riservati al personale
dipendente, ma solo in relazione a particolari profili o figure
caratterizzati da una professionalità acquisita esclusivamente
all'interno dell'Ente, e non ritengo sia applicabile al caso».
Da qui l’interpellanza «per sapere quali siano state le
circostanze da cui la g.m. ha ricavato l'esistenza di un nesso
di interdipendenza logica tra un pregresso svolgimento di
un’attività lavorativa alle dipendenze del Comune di Cassano
Ionio ed i requisiti di professionalità richiesti per
l’assunzione delle nuove qualifiche; se la g.m. abbia
considerato che quanto deliberato va in contrasto col principio
generale posto dall'articolo 97, comma 3, della costituzione, ai
sensi del quale si accede agli impieghi presso le
amministrazioni pubbliche solo mediante concorso pubblico,
aperto a tutti; perché ci sia assoluta mancanza nei bandi
di gara pubblicati (non solo in violazione di legge quanto in
contrasto con altri bandi di gara pubblicati) del punteggio da
attribuire ai vari titoli di studio per i quali è ammessa la
partecipazione e dei criteri di attribuzione degli stessi; quali
siano le procedure che la G.M. intende adottare per garantire la
par condicio tra i partecipanti al concorso e quella terzietà
che dovrebbe caratterizzare sempre, dall’inizio alla fine,
l’operato della p.a., atteso che, così come concertati i bandi
sembrano privilegiare alcune posizioni a scapito di altre; quale
sia l'interesse pubblico perseguito nell'adottare le decisioni».
Il primo cittadino ora ha tempo fino al prossimo consiglio
comunale per rispondere all’interpellanza di Roberto Falvo.
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