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Sicurezza sul lavoro, un tema ma soprattutto un problema che si
riaffaccia a Cassano allo Ionio, così come altrove in questo
fine 2009. Ponteggi esterni senza protezioni, baracche a
mezz’aria, trampoli invece di ponteggi mobili, accessi ai
cantieri perlomeno arditi, operai costretti a lavorare in nero.
Sono solo alcune delle situazioni a rischio, fotografate sui
cantieri di lavoro in provincia e a Cassano allo Ionio in questo
anno. A rischio sicurezza sono gli stessi lavoratori del Comune
di Cassano, denuncia la Cgil “Pollino e Sibaritide”, in
particolar modo gli Lsu-Lpu, addetti ai servizi manutentivi e
cimiteriali. L’ufficio legale dello stesso sindacato, spiega il
segretario comprensoriale Angelo Sposato, ha inviato allo stesso
Comune di Cassano una diffida ad adempiere circa l’obbligo di
rendere sicuro il lavoro di tale categoria di lavoratori:
«L’ordinamento predispone ed impone al datore di lavoro/ente
utilizzatore, un obbligo generale di sicurezza – si legge nella
stessa diffida - alla luce degli articoli 2 , 3 e 32 della
Costituzione, nell’ampliamento della protezione e della
particolare attenzione al problema della sicurezza sul posto di
lavoro in favore del lavoratore. E’ dovere del datore di
lavoro/ente utilizzatore di prevenire, e meglio, di quanto oggi
accada, il rischio di infortuni sul lavoro alla luce non solo
dell’art. 2087 c.c., che determina la prescrizione di rispettare
ogni cautela possibile e innominata diretta ad evitare qualsiasi
danno al lavoratore. L’organizzazione sindacale Cgil – Camera
Pollino-Sibaritide, in nome e per conto dei lavoratori lsulpu e
non, ed in particolar modo ai lavoratori addetti ai servizi
cimiteriali ed alla attività manutentoria – si legge ancora
nella diffida della Cgil - già in diverse date e circostanze,
anche attraverso il sollecito di incontri atti a determinare una
disamina congiunta sulla problematica in parola, esortava il
Comune di Cassano Allo Jonio all’ attenzione dell’assenza
della sicurezza sul posto di lavoro in favore dei lavoratori
addetti ai servizi cimiteriali ed alla attività manutentoria.
Richiesta finita nel nulla, visto che ad oggi nessun
provvedimento è stato adottato. Siffatto modo di agire – scrive
la Cgil - comporta un grave ed evidente pregiudizio per i
lavoratori in parola che sono compromessi nella tutela della
loro integrità fisico-psichica e della loro tutela in ambito
antinfortunistico sul posto di lavoro. In particolare per i
lavoratori addetti ai servizi cimiteriali che svolgono le
mansioni di: tumulazione, messa in opera di lapidi, inumazione,
gestione della sala autoptica, manutenzione e pulizie del
cimitero, gestione delle lampade votive, che gli stessi sono a
tutt’oggi sprovvisti di ogni indumento e sistema di protezione
personale – a titolo esemplificativo ma non esaustivo: indumenti
protettivi personali anche per la pioggia scarpe
antinfortunistiche, mascherina, guanti, scale ed “impalcatura”
in sicurezza etc». Da qui la diffida e l’invito ad adoperarsi
affinché la sicurezza sul lavoro non resti soltanto a parole ma
anche nei fatti, in caso contrario «adiremo la magistratura
ordinaria e l’ispettorato del lavoro». Minaccia lo stesso
sindacato.
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