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Il fatto: con un concorso pubblico per titoli ed esami,
riservato a cittadini italiani maggiorenni ed in regola con
l’assolvimento degli obblighi militari, il Comune intende
procedere all’assunzione di tre nuovi vigili urbani. Obiettivo
dichiarato: colmare (almeno in parte) le carenze di organico che
segnano le attività istituzionali del Comando di Polizia
Municipale.
Il misfatto, al momento ancora privo di paternità: il bando del
concorso è apparso per ben due volte, a distanza di una
settimana l’una dall’altra, sulla Gazzetta Ufficiale: pubblicato
una prima volta il 24 novembre, concedeva trenta giorni di
tempo, agli interessati, per presentare le loro domande di
partecipazione al concorso per l’assunzione di tre vigili
urbani. Caso unico in Italia, e nella storia dell’Italia
repubblicana, però, lo stesso identico bando è riapparso sulla
Gazzetta Ufficiale il primo dicembre. Concedendo sempre trenta
giorni per la presentazione delle domande di partecipazione, e
di fatto prorogando l’originario termine di scadenza, in prima
istanza fissato al 24 dicembre. Uno slittamento di non poco
conto, che oltre a permettere ad eventuali ritardatari di
accodarsi al treno dei partecipanti, potrebbe dar vita a
situazioni paradossali. Come nel caso (al momento meramente
scolastico) di chi, maggiorenne a far data dal 25 dicembre, non
avrebbe potuto partecipare al concorso ed ora potrà invece farlo
legittimamente. Magari vincendolo, e dando la stura,
potenzialmente, all’insorgere di controversie giudiziarie
amministrative che potrebbero vedere coinvolto pure il
Municipio. Risucchiato nel gorgo della polemica anche per aver
mandato in stampa, sostengono diversi candidati, un facsimile di
domanda non contenente tutti gli estremi invece richiesti dal
bando.
Di fronte al montare del caso, Palazzo di città starebbe
valutando ora il da farsi. E se in molti, all’interno della
macchina amministrativa municipale, addebitano ad una mera
svista (peraltro ricondotta alla redazione della Gazzetta
Ufficiale) l’errata doppia pubblicazione, studiando al contempo
eventuali rimedi, l’amministrazione comunale rinvia ogni
commento ufficiale al momento in cui <<i nostri uffici
ultimeranno le verifiche già avviate, finalizzate a chiarire
contorni e responsabilità dell’accaduto>>. In coda, la
precisazione: <<A scanso di equivoci, precisiamo che il concorso
si farà, e che se dagli accertamenti in corso emergeranno
profili di responsabilità riconducibili all’operato dei nostri
uffici, chi ha sbagliato pagherà>>.
Sullo sfondo, intanto, resta e cresce la sensazione di un nuovo
pasticcio in salsa cassanese.
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