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L’11 gennaio, infatti, come annunciato ufficialmente da Palazzo
di città, avranno inizio (a cura della ditta “Eco.Ge”,
aggiudicataria dell’appalto per il risanamento delle aree
contaminate) i lavori del piano di caratterizzazione, ovvero lo
studio preliminare alla rimozione del materiale inquinante ed
alla riqualificazione dell’area. Stando al crono programma, la
caratterizzazione dovrebbe concludersi entro il primo marzo, per
poi cedere il passo alle ruspe. Tutto però, dipende
dall’individuazione della discarica in cui smaltire le
famigerate ferriti: se la “Syndial” otterrà il permesso di
realizzarne una propria a Giammiglione, alle porte di Crotone,
l’iter della bonifica potrebbe conoscere nuovi ritardi,
dipendenti dalla necessità di attendere l’entrata in funzione
della discarica crotonese.
Al riguardo, v’è da registrare che sia la Provincia sia il
Comune di Crotone, in sede di conferenza di servizi convocata
dalla Regione per la valutazione d’impatto ambientale, hanno
espresso parere contrario all’ipotesi di tirar su la discarica
di Giammiglione. La decisione finale è stata tuttavia rinviata a
data da destinarsi. E ciò consente alle ferriti di continuare ad
essere quel che sono da quindici anni: un incubo.
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