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giovedì 31 dicembre 2009


Cassano –  Dodici mesi sull’ottovolante delle passioni, delle paure e delle speranze, dei silenzi.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 07.01.10  h. 13.00



Il racconto del 2009 che se ne va comincia con il fiume Crati che a gennaio rompe gli argini. Un disastro a cui ruba la scena, alle porte di febbraio, l’arresto di cinque rumeni accusati di aver stuprato una loro giovane connazionale. Misfatti piccoli e grandi, sui quali stende un velo pietoso la festa di san Biagio, ritrovato patrono della Diocesi grazie all’attivismo di monsignor Vincenzo Bertolone. Poche settimane dopo, mentre l’ex comandante della stazione cassanese dell’Arma, Salvatore Perrone, ed il già vescovo Girolamo Grillo diventano cittadini onorari dell’urbe ionica, entra nel vivo la campagna elettorale. Quattro sono i candidati alla carica di sindaco: Roberto Falvo (Pdl), Francesco Arcidiacono (csx), Antonio Canonico (Rc) e l’uscente Gianluca Gallo, sponda Udc. Nella corsa alle urne, in cronaca resta spazio, a maggio, solo per il successo della prima marcia di preghiera tra i santuari di Cassano e Castrovillari. Poi giungono giugno e il trionfo di Gallo. Che straccia la concorrenza senza passare per il ballottaggio. Un trionfo cancellato da un’estate con i problemi di sempre (ai laghi ed a Marina) e dalle pistole che riprendono a sparare. A Sibari, il 27 luglio, vittima innocente di sicari che avevano nel mirino altro bersaglio umano, cade l’operaio incensurato Fazio Cirolla. Il 21 agosto le cosche decretano la morte del pregiudicato Federico Faillace. Segni di una guerra di mafia che passa inosservata ed alla quale lo Stato risponde con l’operazione “Timpone rosso”, che assesta un nuovo duro colpo al clan degli zingari, e con l’apertura della Compagnia delle Fiamme Gialle.
S’arriva così all’autunno: Cassano vive la prima notte bianca, le primarie ridisegnano la fisionomia del Pd, il ministero dell’ambiente stoppa la bonifica delle ferriti di zinco, la GdF individua una discarica di rifiuti pericolosi nella vicina Francavilla. Ultimi fuochi d’un anno inquieto, per una città che vorrebbe avrebbe voluto toccare il cielo con un dito, ma è rimasta impantanata nelle paludi della quotidianità.

 

Gianpaolo Iacobini


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