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il 10° Premio “Vincenzo Miceli” sabato mattina presso
l'Istituto comprensivo di San Fili intitolato all'insigne
filosofo e giurista. Alla presenza della famiglia Miceli di
Serradileo, sono così state consegnate le tre borse di studio
agli alunni più meritevoli licenziatisi l'anno precedente che
sono Cecilia Pugliano, Valentia Conforti e Micaela Ester
Lucchetta. Una menzione speciale è invece andata a Matteo
Napoli, Francesco Saullo, Maria Antonietta Lio e Stefano Leo.
Dopo il saluto del vicesindaco di San Fili Argentino e della
dirigente Maria Rosaria Lauro, che ha ricordato la figura di
Vincenzo Miceli, la cerimonia svoltasi nell'aula magna
dell'istituto è stata allietata dall'intermezzo musicale
dell'orchestra degli alunni diretti dal maestro Speranza, che ha
intonato diverse arie tra cui “Libiam nei lieti calici” da “La
Traviata” e musiche da film di Ennio Morricone. Particolarmente
interessante è stata la relazione tenuta dal barone Amedeo
Miceli di Serradileo, storico autore di numerose pubblicazioni,
che ha ricostruito la figura di Giovan Battista Miceli. Questi
fu vescovo di Cassano Ionio tra il 1752 e il 1763 ed ebbe
continui rapporti, nella prima metà del 700, con i collaterali
Miceli di San Fili, dove fu anche presente diverse volte, come
risulta dai documenti citati dal relatore. Il premio Miceli
nasce proprio allo scopo di incentivare lo studio nei ragazzi e
invogliarli a proseguire, anche sulla scia della conoscenza dei
luoghi e dei personaggi che li hanno illustrati. Da qui
l'attenzione su una figura in particolare su cui si accentra
ciascuna edizione. |
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