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sabato 20 giugno 2009

Sibari –  A Sibari la riunione del comitato di sorveglianza sui fondi Por.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 24.10.09  H. 19.00

 All’ordine del giorno anche la riconversione a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità.
S’aprirà lunedì la due giorni che vedrà in riva allo Ionio tecnici ed amministratori impegnati all’interno del comitato di sorveglianza dei Piani operativi regionali. Un evento atteso dalla Regione Calabria che, a detta della Commissione Europea, avrebbe recuperato i ritardi e corretto le storture del passato. Questo almeno è quel che sostiene l’assessore regionale alla programmazione economica, Mario Maiolo, che nel dare notizia dell’importante appuntamento, sottolinea il cambiamento, in meglio, dell’immagine della Calabria in Europa. <<La regione che fino a qualche anno fa era incapace di spendere i fondi europei – afferma infatti Maiolo - è diventata una delle più virtuose. Tra vecchio e nuovo Por ci sarà una staffetta senza intoppi che permetterà di proseguire speditamente con nuovi bandi e nuovi investimenti>>.
Al riguardo, l’appuntamento sibarita ricoprirà un’importanza centrale, costituendo occasione per un confronto tra gli addetti ai lavori ma pure per far conoscere ai cittadini gli sforzi compiuti dal governo regionale. «Dopo il disastro sul Fse avvenuto dal 2000 al 2005>>, aggiunge Maiolo, <<l'Ue ha bloccato i pagamenti per quattro anni. La nostra credibilità era veramente a zero. Per recuperarla abbiamo dovuto dar prova di essere capaci di monitorare e rendicontare sui fondi Por. Solo così siamo riusciti convincere l'Ue a riaprire i pagamenti lo scorso aprile. A Sibari la Calabria darà conto di tutto il contributo Fse 2000 – 2006, che ammonta a 600 milioni di euro, dimostrando anche un altissimo livello nella qualità della spesa».
Non mancheranno le novità, di sicuro rilievo sociale: tra i progetti da presentare al comitato di sorveglianza rientra anche il programma “Beni confiscati”, per il quale è prevista una spesa di 20 milioni di euro, che mira a riconvertire gli immobili della malavita in centri anti-violenza, case di accoglienza, centri sociali, aree attrezzate, locali per imprenditoria giovanile o laboratori culturali allo scopo di favorire una riqualificazione ambientale, sociale ed economica in contesti ad alta incidenza di fenomeni criminali. Un’iniziativa che, nella Sibaritide, ha già trovato attuazione attraverso il recupero di uno stabilimento industriale sorto in contrada Bruscate, nella seconda metà degli anni ’70. Edificato dall’allora capo indiscusso della ‘ndrina cassanese, Peppino Cirillo, era stato poi confiscato ed assegnato al patrimonio dello Stato. E dopo una breve e sfortunata esperienza da sede della comunità terapeutica Saman ed un costoso intervento di riqualificazione, è stato infine trasformato in caserma tra le meglio attrezzate dell’intera Calabria (dotata anche di un eliporto attrezzato per il volo notturno, le cui piste potrebbero essere in futuro utilizzate anche dai mezzi aerei delle altre forze dell’ordine e da quelli della Protezione Civile e del 118), progettata per ospitare una Compagnia della Guardia di Finanza. La quinta in provincia, dopo quelle di Paola, Cosenza, Rossano e Castrovillari. Apertura dei battenti fissata (salvo imprevisti) al primo agosto prossimo.

 

Gianpaolo Iacobini


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