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All’ordine del giorno anche la riconversione a fini
sociali dei beni confiscati alla criminalità.
S’aprirà lunedì la due giorni che vedrà in riva allo Ionio
tecnici ed amministratori impegnati all’interno del comitato di
sorveglianza dei Piani operativi regionali. Un evento atteso
dalla Regione Calabria che, a detta della Commissione Europea,
avrebbe recuperato i ritardi e corretto le storture del passato.
Questo almeno è quel che sostiene l’assessore regionale alla
programmazione economica, Mario Maiolo, che nel dare notizia
dell’importante appuntamento, sottolinea il cambiamento, in
meglio, dell’immagine della Calabria in Europa. <<La regione che
fino a qualche anno fa era incapace di spendere i fondi europei
– afferma infatti Maiolo - è diventata una delle più virtuose.
Tra vecchio e nuovo Por ci sarà una staffetta senza intoppi che
permetterà di proseguire speditamente con nuovi bandi e nuovi
investimenti>>.
Al riguardo, l’appuntamento sibarita ricoprirà un’importanza
centrale, costituendo occasione per un confronto tra gli addetti
ai lavori ma pure per far conoscere ai cittadini gli sforzi
compiuti dal governo regionale. «Dopo il disastro sul Fse
avvenuto dal 2000 al 2005>>, aggiunge Maiolo, <<l'Ue ha bloccato
i pagamenti per quattro anni. La nostra credibilità era
veramente a zero. Per recuperarla abbiamo dovuto dar prova di
essere capaci di monitorare e rendicontare sui fondi Por. Solo
così siamo riusciti convincere l'Ue a riaprire i pagamenti lo
scorso aprile. A Sibari la Calabria darà conto di tutto il
contributo Fse 2000 – 2006, che ammonta a 600 milioni di euro,
dimostrando anche un altissimo livello nella qualità della
spesa».
Non mancheranno le novità, di sicuro rilievo sociale: tra i
progetti da presentare al comitato di sorveglianza rientra anche
il programma “Beni confiscati”, per il quale è prevista una
spesa di 20 milioni di euro, che mira a riconvertire gli
immobili della malavita in centri anti-violenza, case di
accoglienza, centri sociali, aree attrezzate, locali per
imprenditoria giovanile o laboratori culturali allo scopo di
favorire una riqualificazione ambientale, sociale ed economica
in contesti ad alta incidenza di fenomeni criminali.
Un’iniziativa che, nella Sibaritide, ha già trovato attuazione
attraverso il recupero di uno stabilimento industriale sorto in
contrada Bruscate, nella seconda metà degli anni ’70. Edificato
dall’allora capo indiscusso della ‘ndrina cassanese, Peppino
Cirillo, era stato poi confiscato ed assegnato al patrimonio
dello Stato. E dopo una breve e sfortunata esperienza da sede
della comunità terapeutica Saman ed un costoso intervento di
riqualificazione, è stato infine trasformato in caserma tra le
meglio attrezzate dell’intera Calabria (dotata anche di un
eliporto attrezzato per il volo notturno, le cui piste
potrebbero essere in futuro utilizzate anche dai mezzi aerei
delle altre forze dell’ordine e da quelli della Protezione
Civile e del 118), progettata per ospitare una Compagnia della
Guardia di Finanza. La quinta in provincia, dopo quelle di
Paola, Cosenza, Rossano e Castrovillari. Apertura dei battenti
fissata (salvo imprevisti) al primo agosto prossimo.
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