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Gran
bella iniziativa presentata ieri mattina con una conferenza
stampa a Cassano all’Ionio, nel Cosentino e concretizzata a otto
mani da Diocesi, Coldiretti provinciale, Cidis onlus di Perugia
e Municipio. Il progetto, denominato “Casa La Rocca, Accogliere
per Integrare”, poggia sulle fondamenta d’un vecchio palazzo
gentilizio messo a disposizione gratuitamente dalla Curia.
Grazie all’aiuto del Comune, la Cidis lo trasformerà in una
struttura in grado di accogliere dai trenta ai quaranta
immigrati, i quali, pagando pochi euro al giorno, troveranno un
letto, servizi igienici, cucina comune, una lavanderia e spazi
collettivi di socializzazione, oltre a operatori pronti a
rispondere alle loro esigenze. La ristrutturazione sarà in
autorecupero, cioè col contributo manuale degli stessi
lavoratori, e potrà contare sul finanziamento del ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali attraverso il
fondo per l’inclusione sociale degli immigrati. Durante
l’incontro con i cronisti, monsignor Bertolone ha richiamato
anzitutto i valori dell’accoglienza e del dono, sottolineando
l’impegno della Diocesi che invece di mettere sul mercato il
palazzo La Rocca, ha preferito offrirlo a chi ne ha bisogno. E
le migliaia di immigrati domiciliati tra Sibaritide e Pollino,
impegnati nei fondi agricoli, ne hanno bisogno. Il Vescovo ha
inoltre gemellato le difficoltà sofferte oggi dagli immigrati in
Italia, alle sofferenze patite nei decenni e nei secoli passati
dagli italiani emigrati anzitutto nei paesi dell’Europa centrale
e dell’America latina. «È giusto offrire loro ospitalità e
metterli in condizione di lavorare e vivere dignitosamente – ha
aggiunto – anche per evitare che prendano altre strade». Il
direttore provinciale di Coldiretti, Salvatore Loffreda, ha
aggiunto che l’idea di “Casa La Rocca” è solo il primo passo
d’un progetto più ampio che ambisce ad avvicinare domanda e
offerta di lavoro in agricoltura, anzitutto nella Sibaritide che
è una zona ad alta vocazione agricola. Loffreda ha aggiunto la
piena disponibilità di Coldiretti di creare per gli immigrati
percorsi formativi per formali in lavori specializzati per i
quali la domanda è alta mentre l’offerta quasi inesistente.
Oltre all’impegno delle aziende aderenti a Coldiretti di
assumere la manodopera con regolari contratti, non
sottopagandoli e bandendo il caporalato che è una delle tante
piaghe che feriscono l’impiego degli immigrati in agricoltura.
Loffreda ha anticipato l’ambizione di non offrire assistenza
solo ai lavoratori agricoli, ma a tutti gli immigrati che vivono
e lavorano in quest’angolo di Calabria. Maria Grazia Terreri,
della Cidis, ha rimarcato l’importanza del progetto, esempio più
unico che raro, attorno a cui c’è molta attenzione a livello
nazionale. Il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, invece, ha
sottolineato l’impegno del Comune a sostegno dell’iniziativa.
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