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giovedì 5 marzo 2009

Chiesa, Comune, imprenditori e terzo settore assieme in una rete di solidarietà a sostegno degli immigrati.

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 6.03.09  h. 00.15


Gran bella iniziativa presentata ieri mattina con una conferenza stampa a Cassano all’Ionio, nel Cosentino e concretizzata a otto mani da Diocesi, Coldiretti provinciale, Cidis onlus di Perugia e Municipio. Il progetto, denominato “Casa La Rocca, Accogliere per Integrare”, poggia sulle fondamenta d’un vecchio palazzo gentilizio messo a disposizione gratuitamente dalla Curia. Grazie all’aiuto del Comune, la Cidis lo trasformerà in una struttura in grado di accogliere dai trenta ai quaranta immigrati, i quali, pagando pochi euro al giorno, troveranno un letto, servizi igienici, cucina comune, una lavanderia e spazi collettivi di socializzazione, oltre a operatori pronti a rispondere alle loro esigenze. La ristrutturazione sarà in autorecupero, cioè col contributo manuale degli stessi lavoratori, e potrà contare sul finanziamento del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali attraverso il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati. Durante l’incontro con i cronisti, monsignor Bertolone ha richiamato anzitutto i valori dell’accoglienza e del dono, sottolineando l’impegno della Diocesi che invece di mettere sul mercato il palazzo La Rocca, ha preferito offrirlo a chi ne ha bisogno. E le migliaia di immigrati domiciliati tra Sibaritide e Pollino, impegnati nei fondi agricoli, ne hanno bisogno. Il Vescovo ha inoltre gemellato le difficoltà sofferte oggi dagli immigrati in Italia, alle sofferenze patite nei decenni e nei secoli passati dagli italiani emigrati anzitutto nei paesi dell’Europa centrale e dell’America latina. «È giusto offrire loro ospitalità e metterli in condizione di lavorare e vivere dignitosamente – ha aggiunto – anche per evitare che prendano altre strade». Il direttore provinciale di Coldiretti, Salvatore Loffreda, ha aggiunto che l’idea di “Casa La Rocca” è solo il primo passo d’un progetto più ampio che ambisce ad avvicinare domanda e offerta di lavoro in agricoltura, anzitutto nella Sibaritide che è una zona ad alta vocazione agricola. Loffreda ha aggiunto la piena disponibilità di Coldiretti di creare per gli immigrati percorsi formativi per formali in lavori specializzati per i quali la domanda è alta mentre l’offerta quasi inesistente. Oltre all’impegno delle aziende aderenti a Coldiretti di assumere la manodopera con regolari contratti, non sottopagandoli e bandendo il caporalato che è una delle tante piaghe che feriscono l’impiego degli immigrati in agricoltura. Loffreda ha anticipato l’ambizione di non offrire assistenza solo ai lavoratori agricoli, ma a tutti gli immigrati che vivono e lavorano in quest’angolo di Calabria. Maria Grazia Terreri, della Cidis, ha rimarcato l’importanza del progetto, esempio più unico che raro, attorno a cui c’è molta attenzione a livello nazionale. Il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, invece, ha sottolineato l’impegno del Comune a sostegno dell’iniziativa.

 

Domenico Marino

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