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Altri quattro casi di tumore in poco più di due settimane: è
quanto sta accadendo a Sibari, piccolo centro del cassanese,
noto non solo per essere stata la culla di un’antica civiltà, ma
soprattutto per essere uno dei centri in cui si concentrano
tonnellate di rifiuti tossici. Le ferriti di zinco, tormento da
più di dieci anni di un’intera pianura. Tra questi quattro nuovi
casi, due riguardano poco più che bambini. Troppo per coprire i
silenzi di chi di dovere. Un’inchiesta pubblicata un mese orsono
dal mensile nazionale “Diario” e curata dalla giornalista
Maddalena Oliva, ha finalmente riacceso le proteste della gente.
Anzi intorno al problema ora si discute e si cerca di capire.
L’esempio sabato scorso, organizzato dall’associazione “Cinema
Calabria” guidata dal solerte Luca Iacobini, nell’aula magna
delle scuole elementari "Kleombrotos" di Sibari, ha avuto luogo
un interessante incontro col cinema documentaristicosociale. E’
stato proiettato il film realizzato interamente in Campania
dalla regista emergente Esmeralda Calabria, dal titolo “Biutiful
Cauntri”. Le Immagini scioccanti del degrado di una zona
dell’entroterra napoletano invaso da discariche a cielo aperto e
da cumuli di rifiuti tossici hanno colpito il folto pubblico di
sibariti e non. Immagini che molto hanno avuto a che vedere con
il pericolo ferriti di zinco nella sibaritide. La serata,
condotta dal giornalista Gianpaolo Iacobini, è stata introdotta
dal preside dell’istituto comprensivo di Sibari Santino Vitola,
che ha messo in evidenza il ruolo importantissimo della scuola
per condurre i ragazzi e, attraverso di loro le famiglie, verso
una conoscenza più corretta del pericolo alla salute portato da
rifiuti di natura tossica e inquinante. La visione del film ha
messo in evidenza l’incapacità delle pubbliche amministrazioni
di gestire in modo corretto le migliaia di tonnellate di rifiuti
che vengono prodotti giornalmente non solo dalle famiglie, ma
dalle grandi industrie del nord che in combutta con politici e
organizzazioni delinquenziali smaltiscono nelle campagne del sud
ogni tipo di schifezza che inquinerà il nostro sottosuolo per
secoli, rendendo il territorio improduttivo e soprattutto
pericoloso per la vita degli animali e degli esseri umani. In
questa battaglia contro le ecomafie e contro le ferriti di zinco
ora la popolazione si scopre non più sola. Il tenente dei
Carabinieri di Cassano Giorgio Feola ha rassicurato: E’ in corso
un’indagine a cui collaborano anche i carabinieri del nucleo
ecologico. Stiamo lavorando per i cittadino. Il cittadino deve
avere fiducia in noi. L’importante è denunci in ogni forma le
illegalità, noi lavoreremo per combattere tutte le ecomafie».
Chiaro anche il messaggio della giovane regista Esmeralda
Calabria: «Questo documentario deve lanciare un messaggio
preciso: di fronte a questi fatti facciamo qualcosa, non stiamo
in silenzio. Abbiamo il dovere di documentare e far capire a chi
di dovere che è tempo di intervenire». All’importante
manifestazione, purtroppo non erano presenti i rappresentanti
dei comuni interessati dalla vicenda ferriti di zinco. Assenza,
giustificata o meno che sia, che pesa come un macigno, specie
con questi quattro nuovi casi di tumore a Sibari.
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