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lunedì 30 novembre 2009


Sibari - Territorio in lotta contro le ferriti Altri casi di tumore. L’associazione “Cinema Calabria”: stop al silenzio
Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il  01.12.09  h. 00.15


Altri quattro casi di tumore in poco più di due settimane: è quanto sta accadendo a Sibari, piccolo centro del cassanese, noto non solo per essere stata la culla di un’antica civiltà, ma soprattutto per essere uno dei centri in cui si concentrano tonnellate di rifiuti tossici. Le ferriti di zinco, tormento da più di dieci anni di un’intera pianura. Tra questi quattro nuovi casi, due riguardano poco più che bambini. Troppo per coprire i silenzi di chi di dovere. Un’inchiesta pubblicata un mese orsono dal mensile nazionale “Diario” e curata dalla giornalista Maddalena Oliva, ha finalmente riacceso le proteste della gente. Anzi intorno al problema ora si discute e si cerca di capire. L’esempio sabato scorso, organizzato dall’associazione “Cinema Calabria” guidata dal solerte Luca Iacobini, nell’aula magna delle scuole elementari "Kleombrotos" di Sibari, ha avuto luogo un interessante incontro col cinema documentaristicosociale. E’ stato proiettato il film realizzato interamente in Campania dalla regista emergente Esmeralda Calabria, dal titolo “Biutiful Cauntri”. Le Immagini scioccanti del degrado di una zona dell’entroterra napoletano invaso da discariche a cielo aperto e da cumuli di rifiuti tossici hanno colpito il folto pubblico di sibariti e non. Immagini che molto hanno avuto a che vedere con il pericolo ferriti di zinco nella sibaritide. La serata, condotta dal giornalista Gianpaolo Iacobini, è stata introdotta dal preside dell’istituto comprensivo di Sibari Santino Vitola, che ha messo in evidenza il ruolo importantissimo della scuola per condurre i ragazzi e, attraverso di loro le famiglie, verso una conoscenza più corretta del pericolo alla salute portato da rifiuti di natura tossica e inquinante. La visione del film ha messo in evidenza l’incapacità delle pubbliche amministrazioni di gestire in modo corretto le migliaia di tonnellate di rifiuti che vengono prodotti giornalmente non solo dalle famiglie, ma dalle grandi industrie del nord che in combutta con politici e organizzazioni delinquenziali smaltiscono nelle campagne del sud ogni tipo di schifezza che inquinerà il nostro sottosuolo per secoli, rendendo il territorio improduttivo e soprattutto pericoloso per la vita degli animali e degli esseri umani. In questa battaglia contro le ecomafie e contro le ferriti di zinco ora la popolazione si scopre non più sola. Il tenente dei Carabinieri di Cassano Giorgio Feola ha rassicurato: E’ in corso un’indagine a cui collaborano anche i carabinieri del nucleo ecologico. Stiamo lavorando per i cittadino. Il cittadino deve avere fiducia in noi. L’importante è denunci in ogni forma le illegalità, noi lavoreremo per combattere tutte le ecomafie». Chiaro anche il messaggio della giovane regista Esmeralda Calabria: «Questo documentario deve lanciare un messaggio preciso: di fronte a questi fatti facciamo qualcosa, non stiamo in silenzio. Abbiamo il dovere di documentare e far capire a chi di dovere che è tempo di intervenire». All’importante manifestazione, purtroppo non erano presenti i rappresentanti dei comuni interessati dalla vicenda ferriti di zinco. Assenza, giustificata o meno che sia, che pesa come un macigno, specie con questi quattro nuovi casi di tumore a Sibari.

 

Pasquale Golia


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