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Bonificare il territorio da quanto è nocivo e di ostacolo agli
equilibri ambientali: i "ragazzi dell'antenna" di Sibari tornano
a sollevare questioni di forte allarme ambientale del territorio.
Per la cronaca i "ragazzi dell'antenna", da ben cinque anni
stanno lottando, da soli, contro l'installazione di un'antenna
di telefonia mobile in Via Plutarco a Sibari, ma non disdegnano
talvolta un'analisi su quello che è Cassano da un punto di vista
ambientale. «Non getteremo la spugna. Continueremo, anche se la
nostra battaglia non fa più notizia, a lottare affincchè
l'antenna di telefonia mobile di via Plutarco venga rimossa».
Chiaro il messaggio in una lettera molta dai ragazzi alle varie
istituzioni politiche, religiose e militari locali e, per
conoscenza, al sostituto procuratore del Tribunale di
Castrovillari, Baldo Pisani, annunciano che continueranno, to,
di tutela della salute dei cittadini. «Vogliamo - dicono - che
la Calabria da terra dei delitti diventi terra dei "diritti''.
Una battaglia che finora abbiamo condotto da soli. Nessuno, in
questi cinque anni, si è schierato al oro fianco. Dove sono la
società civile, le associazioni socio culturali, gli
ambientalisti, la chiesa, i partiti politici, i sindacati, i
professionisti, il mondo della scuola? Se ci sono -scrive,
infatti, Elena Votatori, portavoce dei "ragazzi'' - uscissero
dal silenzio. Alzassero la testa e facessero sentire la loro
voce perché anche qui, nella Sibariude, si muore per patologie
tumorali". Per Elena Vocaturi c'è la necessità che l'emergenza
ambientale che si vive nella Sibaritide, dove, a distanza di
circa quindici anni, sono ancora interrate decine e decine di
tonnellate di ferriti dì zinco, venga affrontata tutti insieme.
Un'emergenza ambientale che la porta a chiedere alle strutture
sanitarie competenti di «predisporre un'indagine epidemiologica
su questo territorio dove si registra una mortalità a causa di
neoplasie». La portavoce, rivolgendosi direttamente al
presidente del consìglio cassanese, Rosellina Garofalo, la
invita a portare in consiglio comunale, per la relativa
approvazione, il piano comunale che individui la zona dove
posizionare tutti" i ripetitori presenti sul territorio
cassanese. La protesta è lanciata e più viva che mai. In attesa
che qualcuno la raccolga e che dia a questi ragazzi risposte
concrete su un problema sollevato ormai troppo tempo fa.
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