bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone
bottone

Le Associazioni

Si, eravamo proprio
5 mila a  ribadire la difesa dell'ospedale di Trebisacce e dell'Alto Jonio, presidio di civiltà e segno della presenza dello Stato in questo lembo di terra.

Troppi danni e graffi al nostro ospedale: dalla cattiva politica ai medici carrieristi, ai tanti che hanno solo "preso e scippato". Ai tanti indifferenti , ai tanti pirati della sanità che hanno creato questa situazione. Ai tanti amministratori che hanno indugiato in attesa forse di qualche briciola cosentina. Una marea di popolo, per  una giornata che resterà memorabile. Le associazioni culturali, di volontariato, sportive hanno fatto fino in fondo il proprio lavoro.

Unisiciti anche tu alle associazioni , fai circolare queste foto. 

 Grazie
Piero De Vita.


Ospedale di Trebisacce
Protesta delle Associazioni

 

Trebisacce. Aumento dei posti letto e ripristino delle sale operatorie. Non escluse proteste più clamorose - La protesta nero su bianco. Dopo lo sciopero generale stilato un documento sul futuro dell’ospedale


Lo sciopero generale cui hanno preso parte oltre 5 mila persone, non solo avrà un seguito con ulteriori iniziative, ma non è stato fine a se stesso. Conclusa la manifestazione, alla quale hanno aderito i sindaci del comprensorio ed i rappresentanti istituzionali, referenti del territorio, di Provincia e Regione, le associazioni che hanno promosso lo sciopero si sono riunite per stilare un documento con il quale hanno inteso esprimere non solo il dissenso per la chiusura dei reparti del “Chidichimo” e l’insopportabile lungaggine burocratica che ancora non consente l’av - vio dei lavori di ripristino delle sale operatorie secondo le prescrizioni dei Nas, ma formulare anche proposte sulla destinazione dell’ospedale “comprensoriale”di Trebisacce. Il documento ritiene indispensabile, innanzitutto, la conferma e il rilancio dell’ospedale di Trebisacce per acuti e non. “L’Asp di Cosenza – si legge nel documento -, deve dare immediato corso ai lavori di messa a norma delle sale operatorie secondo le indicazioni dei Nas per come il direttore generale Petramala aveva assunto impegno con i sindaci”. Ed ancora, considerando per il futuro il nuovo ospedale della sibaritide ed i 350 posti letto assegnati, il documento ritiene “impensabile che possa essere soddisfatto il fabbisogno di posti letto per acuti con i soli 350 disponibili a fronte di una popolazione di circa 180mila utenti”. E’ tale considerazione che induce il documento a chiedere “la garanzia di posti letto adeguati alla popolazione” e ritenere indispensabile la “piena operatività dell’ospedale di Trebisacce”. Dunque, “ripristinare i reparti preesistenti e la piena operatività di tutti i posti letto ed i servizi, accantonando la voglia di fare dell’ospedale di Trebisacce un mero punto di primo intervento”. Messi insieme tali presupposti, la proposta sulla quale, i promotori dello sciopero e di altre prossime iniziative, puntano per il rilancio del “Chidichimo”prevede “la qualificazione dell’ospedale in tutte le sue articolazioni, ovvero: Medicina con sezione di oncologia; Nefrologia e dialisi; cardiologia e pneumologia; chirurgia; ostetricia e ginecologia; ortopedia di nuova istituzione; rianimazione, nonché tutti i servizi di riferimento, anche attraverso la rapida copertura dei direttori e dirigenti di struttura”. Solo così l’ospedale di Trebisacce potrebbe diventare un polo di attrazione. Una visione ottimale dell’assistenza sanitaria anche se può apparire utopistica. Certo è che se è ancora vero che il popolo è sovrano e che la volontà popolare coincide con quella istituzionale della Conferenza dei sindaci, allora bisogna attendersi almeno il ripristino dei reparti chiusi. La gente è stanca ed è disposta ad ogni forma di protesta per difendere l’ospedale. Non sembri solo provocatoria l’idea di un referendum per annettere l’Alto Jonio alla Basilicata. Non si sottovaluti la proposta di restituire i certificati elettorali e non votare per le regionali. Non si prendano sotto gamba le minacce dei sindaci di rassegnare i mandati.
 

fonte: Franco Maurella
Il Quotidiano della Calabria - 13.11.09


Clicca sul pulsante sottostante per condividere la notizia su:
Facebook, Google, MySpace, Live,  mail, preferiti, ecc..

Bookmark and Share
 

 

torna alle notizie

stampa

 Prenotatelo contribuirete alla crescita del sito.
Per  informazioni contattare la redazione info@cassanoalloionio.info

PHOTOGALLERY

clicca sulle immagini per i ngrandirle

|top|

© Copyright 2002 - 2009  Web Study - Gaetano Zaccato www.zaccato.it