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Ospedale di Trebisacce
Protesta delle Associazioni
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Trebisacce. Aumento dei posti letto e ripristino delle sale operatorie.
Non escluse proteste più clamorose - La protesta nero su bianco. Dopo lo
sciopero generale stilato un documento sul futuro dell’ospedale |
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Lo sciopero generale cui hanno preso parte oltre 5 mila persone,
non solo avrà un seguito con ulteriori iniziative, ma non è
stato fine a se stesso. Conclusa la manifestazione, alla quale
hanno aderito i sindaci del comprensorio ed i rappresentanti
istituzionali, referenti del territorio, di Provincia e Regione,
le associazioni che hanno promosso lo sciopero si sono riunite
per stilare un documento con il quale hanno inteso esprimere non
solo il dissenso per la chiusura dei reparti del “Chidichimo” e
l’insopportabile lungaggine burocratica che ancora non consente
l’av - vio dei lavori di ripristino delle sale operatorie
secondo le prescrizioni dei Nas, ma formulare anche proposte
sulla destinazione dell’ospedale “comprensoriale”di Trebisacce.
Il documento ritiene indispensabile, innanzitutto, la conferma e
il rilancio dell’ospedale di Trebisacce per acuti e non. “L’Asp
di Cosenza – si legge nel documento -, deve dare immediato corso
ai lavori di messa a norma delle sale operatorie secondo le
indicazioni dei Nas per come il direttore generale Petramala
aveva assunto impegno con i sindaci”. Ed ancora, considerando
per il futuro il nuovo ospedale della sibaritide ed i 350 posti
letto assegnati, il documento ritiene “impensabile che possa
essere soddisfatto il fabbisogno di posti letto per acuti con i
soli 350 disponibili a fronte di una popolazione di circa
180mila utenti”. E’ tale considerazione che induce il documento
a chiedere “la garanzia di posti letto adeguati alla
popolazione” e ritenere indispensabile la “piena operatività
dell’ospedale di Trebisacce”. Dunque, “ripristinare i reparti
preesistenti e la piena operatività di tutti i posti letto ed i
servizi, accantonando la voglia di fare dell’ospedale di
Trebisacce un mero punto di primo intervento”. Messi insieme
tali presupposti, la proposta sulla quale, i promotori dello
sciopero e di altre prossime iniziative, puntano per il rilancio
del “Chidichimo”prevede “la qualificazione dell’ospedale in
tutte le sue articolazioni, ovvero: Medicina con sezione di
oncologia; Nefrologia e dialisi; cardiologia e pneumologia;
chirurgia; ostetricia e ginecologia; ortopedia di nuova
istituzione; rianimazione, nonché tutti i servizi di
riferimento, anche attraverso la rapida copertura dei direttori
e dirigenti di struttura”. Solo così l’ospedale di Trebisacce
potrebbe diventare un polo di attrazione. Una visione ottimale
dell’assistenza sanitaria anche se può apparire utopistica.
Certo è che se è ancora vero che il popolo è sovrano e che la
volontà popolare coincide con quella istituzionale della
Conferenza dei sindaci, allora bisogna attendersi almeno il
ripristino dei reparti chiusi. La gente è stanca ed è disposta
ad ogni forma di protesta per difendere l’ospedale. Non sembri
solo provocatoria l’idea di un referendum per annettere l’Alto
Jonio alla Basilicata. Non si sottovaluti la proposta di
restituire i certificati elettorali e non votare per le
regionali. Non si prendano sotto gamba le minacce dei sindaci di
rassegnare i mandati.
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fonte: Franco Maurella
Il Quotidiano della Calabria - 13.11.09 |
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