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BIGLIETTI
Botteghino del Teatro
C.so Garibaldi
Cassano All’Ionio
Gli
ingressi alle singole rappresentazioni potranno
essere acquistati il giorno prima dello
spettacolo dalle ore 15 alle ore 17.
Qualora si rendessero disponibili biglietti non
venduti, il botteghino resterà aperto il giorno
dello spettacolo in programma sino ad un’ora
prima dell’inizio.
In ogni caso, il 20% dei biglietti sarà riservato
agli studenti di ogni ordine e grado, residenti
nel Comune di Cassano All’Ionio.
T.C.A.
Teatri
Calabresi
Associati
n. 9
Spettacoli - ore 21.00
DOMENICA
18
GENNAIO
ORE 21.00
PANZA,
CRIANZA, RICORDANZA
diretto ed
interpretato da Giancarlo Cauteruccio
con Luca Marino percussioni/vibrafono
Il
corpo contemporaneo avverte in profondità la crisi e il
fallimento della propria identità nel complesso sistema
della comunicazione: il corpo diviene solo l’immagine di
se stesso, in una realtà che è soltanto la
rappresentazione della realtà. Cauteruccio si inoltra in
un percorso in cui recupera la sua lingua originaria
componendo tre poemetti che affrontano le tematiche
della solitudine e della marginalità esistenziale
dell’uomo contemporaneo. In scena la malattia della fame
si interseca con la rabbia dell’incomunicabilità e il
dolore della memoria, in un’azione leggera e violenta
dominata dal particolare uso della sua lingua calabrese,
una sonorità arcaica che si integra con i ritmi di un
particolare apparato di strumenti a percussione.
Un’analisi spietata sulla realtà della parola: la parola
detta, scritta, urlata, stampata, negata; la parola
defraudata dal caotico sistema della comunicazione. La
vitalità del corpo attraverso la parola si lancia contro
il nulla e l’ascolto soccombe alla potenza
dell’immagine, catapultando tutto nel silenzio. Infine
il ricorso alla memoria: il dolore, i soprusi, le
ingiustizie, la malattia. Cercare nei luoghi reconditi
dell’esperienza le ragioni le scelte, i piaceri, le
conquiste, la nascita, gli amori, i lutti, i fallimenti,
per riattraversarli e trasformarli in nuovi punti di
riferimento. Il ricordo come serbatoio della memoria a
cui attingere quando il “qui e ora” vacilla nell’assedio
inesorabile, per una via d’uscita
MERCOLEDI'
4
FEBBRAIO
- ORE
21.00
TODO
MODO
(Apas Produzioni)
di Leonardo Sciascia - adattamento teatrale di Matteo
Collura con Paolo Ferrari, Giuseppe Pambieri Maurizio
Marchetti, Paola Lorenzoni
Regia: Fabrizio Catalano Sciascia, Maurizio Marchetti
Lo spettacolo ha l’andamento e lo stile di un thriller
che certamente prende avvio dalla letteratura, ma evoca
anche l’impegno civile del cinema di Elio Petri per
trasfigurarsi, in scena, come l’opera dell’ingiustizia,
in un clima dove il colpevole potrebbe essere chiunque.
Nell’eremo di Zafer si riuniscono ogni anno, per i
tradizionali esercizi spirituali, importanti uomini
politici, industriali, banchieri ed esponenti del clero,
ma alcuni di loro scompaiono misteriosamente. Da qui
parte una inchiesta serrata ed inquietante che avrà un
unico risultato: nessuna vittima, tutti colpevoli. Un
sottile gioco di scena tratteggia così il ritratto
grottesco di una casta che per troppa ingordigia si
precipita verso l’autodistruzione. Due le figure
emblematiche della vicenda, rivali e antagoniste: Don
Gaetano, prelato dal carisma inquietante e demoniaco che
guida gli esercizi spirituali del gruppo, e Diego Rogas,
pittore ed io-narrante, ospite casuale
dell’albergo-eremo, spinto verso Don Gaetano da un
sentimento di attrazione misto a repulsa.
MERCOLEDI'
11 FEBBRAIO
- ORE
21.00
DIE
PANNE ovvero LA NOTTE PIÙ
BELLA DELLA MIA VITA
(Indie Occidentali) di Friedrich Dürrenmatt
con Gian Marco Tognazzi, Bruno Armando,
Roberto Tesconi
Regia: Armando Pugliese
Un banale incidente, l’automobile in panne, costringe
Alfredo Traps – rappresentante di tessuti – ad una sosta
indesiderata. Cercando aiuto trova ospitalità a casa di
un vecchio giudice in compagnia di due amici, un
pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli
spiegano, con l’intento di coinvolgerlo, il loro unico
passatempo: ricelebrare alcuni importanti processi
storici come quello a Socrate, a Gesù e a Federico di
Prussia. Tra una bottiglia di vino e l’altra, Traps si
ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in
un’atmosfera sempre più inquietante, il gioco si fa
realtà: il protagonista parla, si confessa, la sua vita
mediocre sembra acquistare improvvisamente risvolti
insospettati; si scopre che Traps ha effettivamente
compiuto un delitto divenendo l’amante della giovane
moglie del suo principale che, avvertito anonimamente
dell’accaduto dallo stesso Traps, è morto a causa di un
infarto. Il delitto di Traps è il frutto di una mente
assolutamente innocente e inconsapevole; la sua
cattiveria è originaria e, come tale, esente da sensi di
colpa a meno che qualcuno non intervenga a fargli notare
che ha compiuto un delitto, come hanno fatto i suoi
commensali che lo hanno ospitato processandolo. E così
raccontando le vicende della propria vita, rivelando il
mistero del suo successo economico, Traps si trova di
fronte alla prova della sua colpevolezza e si
autoinfligge la condanna a morte che gli era stata
sanzionata per gioco.
SABATO
28 FEBBRAIO -
ORE 21.00
L’ISTRUTTORIA
(Nutrimenti Terrestri) di Claudio Fava
con Claudio Gioè e Donatella Finocchiaro
musiche dal vivo dai Dunia
Regia: Ninni Bruschetta
E' la storia degli atti del processo in morte di
Giuseppe Fava, firmata dal figlio del giornalista
ucciso, Claudio. Ma questo processo, vecchio archetipo
del teatroverità, è anche un pretesto per raccontare un
tempo e un luogo. Il tempo è quello dell'omicidio di
Pippo Fava, assassinato dalla mafia davanti all'ingresso
del Teatro Stabile di Catania il 5 gennaio 1984. Il
luogo è la sua città che, nel racconto teatrale, diventa
- di volta in volta - il luogo della ribellione e quello
della rimozione. Una città capace di celebrare i propri
morti, rispecchiarsi nella loro battaglia e di divorarne
al tempo stesso la memoria. Così fu anche per Giuseppe
Fava. Attore protagonista è Claudio Gioè, magistrale
interprete di un noto boss mafioso nella fiction
televisiva di Canale 5 “Il capo dei capi”.
SABATO
7
MARZO
- ORE
21.00
GRISU’,
GIUSEPPE E MARIA
di Gianni Clemente
con Crescenza Guarnieri, Nicola Pistoia,
Paolo Triestino
Regia: Nicola Pistoia
Una commedia che merita i
più importanti
palcoscenici per la forza dei sentimenti e la sua
capacità di coinvolgere e di suscitare vero, sano e
intenso divertimento. Un quadro toccante di un piccolo
angolo d’Italia, Pozzuoli, dove negli anni Cinquanta un
parroco - don Ciro cui dà vita il bravissimo Paolo
Triestino - amico, consigliere e soprattutto persona
straordinaria che partecipa attivamente alla vita della
cittadina conosciuta nelle sue pieghe più segrete e
profonde e per la quale soffre profondendo sane energie
e ricorrendo anche a ‘escamotage’ non sempre ortodossi,
ma utili per rappezzare i pasticci commessi dai suoi
parrocchiani, in verità figli e fratelli. Un parroco un
po’ “ruspante” come tutti vorrebbero avere anche oggi
per scoprire che la vita può diventare gioiosa pur nelle
difficoltà del quotidiano e anche nei momenti più
drammatici. Non tanto un ecclesiastico quanto un uomo
meraviglioso, con virtù e vizi, che rende viva la
sacrestia/palcoscenico dove si avvicendano insieme al
farmacista, due sorelle: donna Rosa, popolana ‘verace’ e
coraggiosa nella sua povertà e capace di dare al ricordo
di un viaggio di dolore il sapore di una fiaba, e donna
Filomena, zitella ‘apparentemente santa’, i quali
affidano al sacerdote/ uomo segreti, confessioni e
soprattutto le speranze più intime.
DOMENICA
15
MARZO
- ORE
21.00
L’ULTIMA
RADIO (Procope
Studio) di Sabina Negri
con Tullio Solenghi
Regia: Marcello Cotugno
L’ultima radio racconta la nottata di un conduttore che
deve chiudere la propria carriera dopo più di 500
trasmissioni e quindi approfitta della circostanza per
sfogarsi rievocando momenti della sua lunga attività e
della sua vita privata mentre attende, invano,
telefonate di ascoltatori. Oggi poco più che
cinquantenne, il nostro si è formato negli anni Settanta
ed è rimasto legato a quella musica e ai dischi in
vinile, che caparbiamente ripropone. Chiacchierando
tocca molti argomenti, e non solo autobiografici -
celebra, per esempio, eroi della radiofonia, due
perdenti rimasti leggendari: quell’Armstrong che dopo
avere inventato la modulazione di frequenza si buttò da
un grattacielo quando si rese conto che la grande
industria gliel’aveva scippata, e Peppino Impastato, il
cui assassinio per mano dei mafiosi che prendeva in giro
via etere fu ignorato perché coincise col ritrovamento
del cadavere di Moro. A proposito di sé, il conduttore
rievoca il provino fallito agli esordi, quando si
propose come imitatore e rumorista; il viaggio formativo
nella swinging London; il devastante amore per una
tossica che lo trascinò nell’inferno della droga; il
soggiorno, perfino, in un carcere dove, peraltro, riuscì
a disintossicarsi.
DOMENICA
22
MARZO
- ORE
21.00
LIOLA’
(Centro
Teatrale Meridionale) di Luigi Pirandello con Domenico Pantano Regia:
Domenico Pantano
Lo Zio Simone, ricco ed
anziano, non ha figli dalla giovane moglie Mita e viene
canzonato da Liolà che di figli ne ha tre, avuti tutti
da donne diverse, ed è in attesa di un quarto da Tuzza ,
nipote di Zio Simone. Invidiosa di Mita, Tuzza propone a
Zio Simone di far passare per suo il figlio che attende
da Liolà. Il vecchio accetta e caccia di casa la moglie,
che decide di rendergli la pariglia accettando la corte
di Liolà e rimanendo incinta di quest’ultimo. Venuto a
conoscenza della gravidanza della moglie, Zio Simone fa
passare per suo anche questo figlio ed abbandona al suo
destino Tuzza, invitandola a farsi sposare dall’uomo che
l’ha messa incinta. Ma Liolà non vuole saperne di
sposare una donna che lo ha già respinto e Tuzza in un
eccesso di ira, tenta di ucciderlo. Liolà però disarma
la donna ed allegramente la invita ad affidargli il
figlio che aspetta.
SABATO
4 APRILE
- ORE
21.00
CASA
DI FRONTIERA
(Ass. Aprustum)
di Gianfelice Imparato
con Paola Castrovillari, Antonio De Biase,
Leonardo Pandolfi, Mariella Pudia
Regia: Casimiro Gatto
In un futuro indefinito l'Italia è divisa in due dalla
secessione. A tutti meridionali residenti al nord che
non sono rientrati ai loro paesi di origine entro i
termini previsti dagli accordi secessionisti, vengono
assegnati degli alloggi in "centri di raccolta e
identità culturale". In uno di questi centri, in una
casa vicinissima alla rete che delimita il territorio
abitato dai meridionali, si svolgono i fatti grotteschi,
buffi o amari vissuti dai protagonisti. Gennaro
Strummolo, che vive e lavora nella capitale Milano,
tenta in tutti i modi di integrarsi truccando i suoi
evidenti ed inequivocabili natali, al punto di usare una
parrucca bionda, vestire alla tirolese. La situazione
non è facile, la sorella Addolorata, non intende
rinunciare alle sue origini, abitudini, usanze e cosa
assai più grave, frequenta un fidanzato (Ciro) balordo e
inguaribile napoletano. Il suo destino è perciò segnato:
rifiutato al Nord, collaborazionista spregevole per i
"compatrioti". Commedia divertente che non deluderà gli
affezionati “seguaci” della compagnia castrovillarese
SABATO
18 APRILE
- ORE
21.00
“La
Ricotta” (ADR
Replica srl) con Peppe e Antonio Centola, Mario Ierace
La
Ricotta è il trio comico più scoppiettante apparso sulle
scene italiane negli ultimi anni. Instancabili inventori
di gag esilaranti, talentuosi produttori di battute
irresistibili, i tre comici hanno assimilato con
naturalezza le tecniche teatrali dei giganti della
comicità italiana. Puntando tutto su velocità e ritmo,
con una perfetta scelta dei tempi comici, la Ricotta
lascia senza fiato, passando con disinvoltura da un
improbabile scuola di inglese - in cui to live diventa
naturalmente due olive a un gioco a quiz proponendo
domande e risposte del tipo: il contrario di bello?,
Nuvoloso!
febbraio/marzo/aprile/maggio 2009
direzione
artistica francesco marino
terzo anno
Il
teatro e/è la comunità di Francesco Marino
Il Teatro, inteso come attività, non è mai avulso
dal contesto sociale politico e culturale in cui
vive. Certo, può disinteressarsene e scegliere di
essere occasione d’evasione e di intrattenimento,
piuttosto che di confronto, di stimolo o di
crescita. E negli ultimi anni il Teatro ha sempre
più spesso praticato questo tipo ...
Breve Storia del
Teatro Comunale della Città di Cassano Allo Ionio
Il Teatro
comunale di Cassano Ionio, progettato dall’Ing. Luigi Credidio,
venne realizzato in epoca fascista, nei primi decenni del secolo
scorso. Inizialmente, fu intitolato a Michele Bianchi, uno dei
quadrunviri della Marcia su Roma, il quale all’epoca, in qualità
di Ministro dei Lavori Pubblici, finanziò la realizzazione
dell’opera, i cui lavori furono completati nel 1926. Il Teatro
Comunale, si affaccia sul centralissimo corso Garibaldi. La
struttura, venne ufficialmente inaugurata nel 1928.
Nell’immediato dopoguerra, gli amministratori della città delle
terme gli cambiarono identità intitolandolo a “Giovanni
Amendola”. All’epoca la struttura ospitò numerose prestigiose
rappresentazioni teatrali, operette e anche importanti opere
liriche, come “La Traviata”, “La Bohème” ed altre di rilevante
spessore. Nel più recente passato e fino ai primi anni novanta,
il Teatro Comunale, affidato dall’Amministrazione Locale in
gestione a privati, funzionò soprattutto come sala per
proiezioni cinematografiche, sotto la denominazione di “Cinema Italia”.
Il resto è storia recente. Gli interventi di ristrutturazione,
di restauro e di arredamento degli ambienti dell’opera pubblica,
sono costati circa due miliardi di vecchie lire. Il Teatro
Comunale di Cassano, un “S. Carlo” in miniatura, torna adesso
agli antichi splendori ospitando manifestazioni e compagnie
teatrali di qualità
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Per informazioni contattare la redazione
info@cassanoalloionio.info
328.2888807
Info -
Prenotazioni
info line
0981.780281
0981.780256
inizio spettacoli ore 21.00
VENDITA ABBONAMENTI
c/o
Botteghino
del Teatro
C.so Garibaldi
Cassano All'Ionio