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" U curru u purcu " - la giostra del maiale

" U curru u purcu "
la giostra del maiale

Cassano all'Jonio 15 febbraio 2010
 

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Ritorna la tradizionale giostra del maiale
U curru 'u purcu
Antonio Panebianco è il vincitore dell'edizione 2010


L’associazione culturale Cossa Enotria ha promosso anche per quest’anno l’organizzazione de “’U curr ‘u puorcu”, la “Giostra del Maiale”, antico rituale carnevalesco cassanese risalente al Medioevo.
Ecco una breve ma dettagliata descrizione del rito: sul corso principale della città viene sistemata una fune verticale alla quale viene appeso un maiale (già ucciso secondo le norme sanitarie vigenti) con il capo rivolto verso il basso. I concorrenti, una volta mulattieri e contadini, cavalcando muli e cavalli (ormai solo cavalli), si lanciano in corsa e cominciavano a colpire la testa del maiale con una sciabola fino a farla cadere. Viene dichiarato vincitore colui che, con un colpo netto e finale, fa cadere la testa del maiale per terra. Il trionfatore, come segno tangibile di vittoria, pone tra i denti un pezzo di orecchio del maiale e girava, accompagnato da altre persone, per tutto il paese.
La tradizione ha profonde radici storico-antropologiche. Così descrive, infatti, l’antico rito del carnevale cassanese Biagio Lanza , medico e storico vissuto nell’’800: “La gioventù volgare ama poi un altro divertimento, che sa in vero di barbarie, ed è di vestirsi da turchi, o da guerrieri del Medioevo a cavallo medesimo a tutta corsa, roteare la sciabola per aria, e poi ferire al collo un montone o un vitello appeso pei piedi con una fune legata a due finestre opposte in una pubblica strada. Il premio vien guadagnato da colui sotto il cui colpo cade il capo dell’animale” . Tutto questo nell’Ottocento. In seguito, al posto del vitello o del montone fu posto un maiale, già ucciso, che finiva sulla mensa dei dodici cavalieri che partecipavano al torneo. Il clima medievale rimane nell’impostazione della gara: cavalieri armati (non di lancia) ma di sciabola che si cimentano a cavallo in una gara.
Le giostre carnevalesche, col sacrificio dell’animale, appartengono anch’esse ai riti propiziatori di purificazione ed espulsione delle forze malefiche, di origine pagana, risalenti al periodo greco. Attraverso la maschera, il riso, la comicità, lo scherzo, il popolo esprimeva una visione del mondo alternativa rispetto a quella ufficiale, una fuga temporanea dal comune modo di vivere, all’insegna della libertà più sfrenata.
La ripresa di questa antica tradizione da parte dell'  associazione risale al 2009: su iniziativa di un apposito comitato organizzatore, composto da: Alessio Rango, Maria Nicoletti, Elisabetta Rango, Andrea Selvaggi, Luigi Cristaldi e un nutrito gruppo di giovani unitisi ai promotori sin dalle prime riunioni organizzative, è stato possibile rimettere in scena il rito. Anzi, ne ha permesso un ampliamento: oltre alla gara tradizionale, il comitato ha cominciato a corredare l’evento con altre manifestazioni di carattere storico/folkloristico e antropologico: gruppi di sbandieratori, sfilata con antichi costumi cassanesi e, in ultimo, ha avviato un recupero importante per la popolazione Cassanese: un cortometraggio risalente ai primi anni cinquanta dal fascinoso titolo: “Dodici vivi contro un morto”, girato e curato dallo scomparso maestro elementare cassanese Silvio Vuozzo , recuperato e riversato in formato DVD grazie ad una collaborazione con il Centro Radio-Televisivo dell’Università della Calabria e la cui proiezione è avvenuta in due fasi: in occasione della Giostra 2009 e in una giornata di studi appositamente organizzata il primo maggio 2009. La proiezione del cortometraggio ha voluto non solo ricordare un evento che affonda le sue radici in tempi ormai lontanissimi, ma anche e, soprattutto, tenere viva un’antica tradizione che, appunto, solo da qualche anno è stata ripresa da un manipolo di giovani animati da tanta volontà. Nel corso della cerimonia è stata ricordata la figura e l’opera del compianto maestro Vuozzo, sia nella sua veste di docente, scrittore, saggista e scenografo nonché uomo di cultura tanto da essere definito “stella fulgente” della comunità locale”. La giornata di studi si è tenuta nel Teatro Comunale ed ha presentato alla comunità cassanese una manifestazione come la “Giostra del Maiale”, antica tradizione unica nell’intero Mezzogiorno d’Italia, non soltanto dal punto di vista folkloristico ma soprattutto da un punto di vista storico-antropologico con interventi di illustri relatori quali Giancarlo Rango e Leonardo Alario, docenti dell’Università della Calabria....
In più sono previsti nuovi progetti per gli anni a venire: recuperi ancora più importanti della tradizione popolare cassanese, in linea con le tendenze nazionali ed internazionali che vogliono un recupero culturale e antropologico delle tradizioni popolari e su queste basi fondare uno lo sviluppo turistico, eno-gastronomico e culturale di una data area. Partendo da questo discorso si tenderà a:
- approfondire le conoscenze inerenti la giostra del maiale promuovendo giornate di studi e convegni che culmineranno in pubblicazioni a carattere storico-antropologico
- approfondire la conoscenza del costume popolare cassanese e del modus vivendi antico per fondare su di esso una ripresa turistica del territorio
- favorire l’incontro fra culture andando a vedere in quali altri cittadine sono presenti tradizioni culturali e popolari simili.
I cavalieri 2010: Luigi Praino, Antonio Panebianco (vincitore), Albino Mauro, Rosario Pandolfi, Salvatore Cosenza, Francesco Gaetano, Bosco Francesco e Lombardi Pasquale (che non ha gareggiato ma ha solo sfilato)
Evento promosso dall'associazione culturale Cossa Enotria in collaborazione con KartCassano, Aspe' ke mo' tu kunt, Palombella Rossa, Voluntas e Misericordia.

Gaetano Zaccato - redazione

 

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