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Ritorna la
tradizionale giostra del maiale
U curru 'u
purcu
Antonio Panebianco è il vincitore dell'edizione 2010
L’associazione culturale Cossa Enotria ha promosso anche per
quest’anno l’organizzazione de “’U curr ‘u puorcu”, la “Giostra
del Maiale”, antico rituale carnevalesco cassanese risalente al
Medioevo.
Ecco una breve ma dettagliata descrizione del rito: sul corso
principale della città viene sistemata una fune verticale alla
quale viene appeso un maiale (già ucciso secondo le norme
sanitarie vigenti) con il capo rivolto verso il basso. I
concorrenti, una volta mulattieri e contadini, cavalcando muli e
cavalli (ormai solo cavalli), si lanciano in corsa e
cominciavano a colpire la testa del maiale con una sciabola fino
a farla cadere. Viene dichiarato vincitore colui che, con un
colpo netto e finale, fa cadere la testa del maiale per terra.
Il trionfatore, come segno tangibile di vittoria, pone tra i
denti un pezzo di orecchio del maiale e girava, accompagnato da
altre persone, per tutto il paese.
La tradizione ha profonde radici storico-antropologiche. Così
descrive, infatti, l’antico rito del carnevale cassanese Biagio
Lanza , medico e storico vissuto nell’’800: “La gioventù volgare
ama poi un altro divertimento, che sa in vero di barbarie, ed è
di vestirsi da turchi, o da guerrieri del Medioevo a cavallo
medesimo a tutta corsa, roteare la sciabola per aria, e poi
ferire al collo un montone o un vitello appeso pei piedi con una
fune legata a due finestre opposte in una pubblica strada. Il
premio vien guadagnato da colui sotto il cui colpo cade il capo
dell’animale” . Tutto questo nell’Ottocento. In seguito, al
posto del vitello o del montone fu posto un maiale, già ucciso,
che finiva sulla mensa dei dodici cavalieri che partecipavano al
torneo. Il clima medievale rimane nell’impostazione della gara:
cavalieri armati (non di lancia) ma di sciabola che si cimentano
a cavallo in una gara.
Le giostre carnevalesche, col sacrificio dell’animale,
appartengono anch’esse ai riti propiziatori di purificazione ed
espulsione delle forze malefiche, di origine pagana, risalenti
al periodo greco. Attraverso la maschera, il riso, la comicità,
lo scherzo, il popolo esprimeva una visione del mondo
alternativa rispetto a quella ufficiale, una fuga temporanea dal
comune modo di vivere, all’insegna della libertà più sfrenata.
La ripresa di questa antica tradizione da parte dell'
associazione risale al 2009: su iniziativa di un apposito
comitato organizzatore, composto da: Alessio Rango, Maria
Nicoletti, Elisabetta Rango, Andrea Selvaggi, Luigi Cristaldi e
un nutrito gruppo di giovani unitisi ai promotori sin dalle
prime riunioni organizzative, è stato possibile rimettere in
scena il rito. Anzi, ne ha permesso un ampliamento: oltre alla
gara tradizionale, il comitato ha cominciato a corredare
l’evento con altre manifestazioni di carattere
storico/folkloristico e antropologico: gruppi di sbandieratori,
sfilata con antichi costumi cassanesi e, in ultimo, ha avviato
un recupero importante per la popolazione Cassanese: un
cortometraggio risalente ai primi anni cinquanta dal fascinoso
titolo: “Dodici vivi contro un morto”, girato e curato dallo
scomparso maestro elementare cassanese Silvio Vuozzo ,
recuperato e riversato in formato DVD grazie ad una
collaborazione con il Centro Radio-Televisivo dell’Università
della Calabria e la cui proiezione è avvenuta in due fasi: in
occasione della Giostra 2009 e in una giornata di studi
appositamente organizzata il primo maggio 2009. La proiezione
del cortometraggio ha voluto non solo ricordare un evento che
affonda le sue radici in tempi ormai lontanissimi, ma anche e,
soprattutto, tenere viva un’antica tradizione che, appunto, solo
da qualche anno è stata ripresa da un manipolo di giovani
animati da tanta volontà. Nel corso della cerimonia è stata
ricordata la figura e l’opera del compianto maestro Vuozzo, sia
nella sua veste di docente, scrittore, saggista e scenografo
nonché uomo di cultura tanto da essere definito “stella
fulgente” della comunità locale”. La giornata di studi si è
tenuta nel Teatro Comunale ed ha presentato alla comunità
cassanese una manifestazione come la “Giostra del Maiale”,
antica tradizione unica nell’intero Mezzogiorno d’Italia, non
soltanto dal punto di vista folkloristico ma soprattutto da un
punto di vista storico-antropologico con interventi di illustri
relatori quali Giancarlo Rango e Leonardo Alario, docenti
dell’Università della Calabria....
In più sono previsti nuovi progetti per gli anni a venire:
recuperi ancora più importanti della tradizione popolare
cassanese, in linea con le tendenze nazionali ed internazionali
che vogliono un recupero culturale e antropologico delle
tradizioni popolari e su queste basi fondare uno lo sviluppo
turistico, eno-gastronomico e culturale di una data area.
Partendo da questo discorso si tenderà a:
- approfondire le conoscenze inerenti la giostra del maiale
promuovendo giornate di studi e convegni che culmineranno in
pubblicazioni a carattere storico-antropologico
- approfondire la conoscenza del costume popolare cassanese e
del modus vivendi antico per fondare su di esso una ripresa
turistica del territorio
- favorire l’incontro fra culture andando a vedere in quali
altri cittadine sono presenti tradizioni culturali e popolari
simili.
I cavalieri 2010: Luigi Praino, Antonio Panebianco (vincitore),
Albino Mauro, Rosario Pandolfi, Salvatore Cosenza, Francesco
Gaetano, Bosco Francesco e Lombardi Pasquale (che non ha
gareggiato ma ha solo sfilato)
Evento promosso dall'associazione culturale Cossa Enotria in
collaborazione con KartCassano, Aspe' ke mo' tu kunt, Palombella
Rossa, Voluntas e Misericordia.
Gaetano Zaccato -
redazione |