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Luigi
Ferraro, cassanese doc, si afferma sullo scenario della cucina
internazionale nelle vesti di Chef proponendo alla clientela
di tutto il mondo il made in italy anche nell'arte culinaria e
in specialmodo la cucina calabrese con i suoi prodotti e
presentata con piatti di delicata prelibatezza.
Attualmente è a
Mosca, nelle vesti di executive chef, al ristorante Café
Calvados.
Redazione
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Cassano – E’
considerato un giovane chef emergente della cucina
internazionale: lui è Luigi Ferraro da Cassano Allo Ionio, per
gli amici Gigi. Un nome forse ai più sconosciuto, ma che negli
ambienti della ristorazione che conta, tiene alto il prestigio
culinario dell’Italia e della nostra regione in particolare.
Attualmente si trova a Mosca, dove in qualità di executive
chef, dirige la cucina di uno dei ristoranti più inn della
capitale russa, il “Calvados”, meta preferita dei “potenti” di
Russia(l’attuale Presidente Vladimir Putin, il ministro Igor
Smollanov, il governatore Pavel Zavalsky e Anton Drosdov
maggior azionista di Gazprom) che delizia i loro palati con
piatti abilmente preparati con prodotti di stagione
rigorosamente made in Calabria. Pensa continuamente alla sua
terra. Ma è costantemente alla ricerca del nuovo, di
espedienti che caratterizzino e rendano distintiva la sua
attività gastronomica. Le sue scelte stilistico-concettuali
mai ovvie, hanno assunto consistenza negli anni in una cucina
estroversa e gioiosa, di grande rigore espressivo. Fonde
tradizioni culinarie diverse per rendere originali le sue
ricette, che rispecchiano le sue esperienze e le sue
preferenze, ma soprattutto i suoi piatti sono uno sguardo sul
mondo sempre pronti per essere inseriti in realtà
culturalmente diverse. Ogni piatto nasce da un felicissimo
connubio tra passato e presente: un omaggio alla sua terra
illuminato da un rapido sguardo nelle diverse culture in cui
ha vissuto, una cucina totale, una concezione gastronomica
costruita su creazioni eleganti che fanno cultura. L’attività
professionale di Luigi Ferraro nel mondo della ristorazione ha
inizio nel 1996 con la gestione di un modesto ristorante a
Sibari, in riva allo Ionio, luogo un tempo dell’antica civiltà
magno-greca. Già dai primi passi, le sue pietanze hanno
lasciato un nostalgico ricordo, un richiamo irresistibile in
tutti quelli che dei suoi piatti, delle sue creazioni
culinarie si sono deliziati. Il suo percorso professionale è
poi continuato per tutta la costa JONICA dove ha diffuso con
rinnovata magia ricette, gusti e sapori del territorio.
Preziose anche le sue esperienze in terra di Basilicata, di
Toscana di Sardegna, dove pur valorizzando i piatti della
tradizione locale non ha lesinato commistioni e destrezze
creative suggerite dalle varie conoscenze culinarie acquisite
nelle diverse esperienze precedenti. Il percorso personale di
ricerca esigente sulle materie prime e sulle tecniche danno
vita a menu altamente fantasiosi, autentici ed equilibrati. Ma
la crescita di Luigi Ferraro è continua e si affina
ulteriormente grazie anche alle sue esperienze maturate in
località e città internazionali: Sharm El Sheik,
Stoccarda,Londra, Bangkok. Il suo smisurato amore per la sua
terra di Calabria l’ho ha portato a rappresentarla in quattro
grandi manifestazioni gastronomiche nternazionali: Word Travel
Market di Londra nel 2007; The Internationl Wine e Food
Society svoltosi nel 2009 alle Isole Cayman; The Westchester
Italian Cultural Center di New York nel 2009; Kremlino Dinner
Gala di Mosca nel 2010. In tutte questi appuntamenti
internazionali, tiene a ricordare lo chef Luigi Ferraro, ha
sempre proposto ingredienti calabresi da cui sono scaturiti
piatti di assoluta squisitezza tra cui spiccano: La tartare di
branzino con gelatina di limone,salsa fredda di vongole,
zucchine e polvere di liquirizia; Il risotto Carnaroli della
Piana di Sibari con funghi misti del Pollino e spuma di
caciocavallo silano d.o.p.; La sfoglia croccante con polpa di
melanzana, pesce azzurro e menta,crema di zucca al rosmarino e
pistacchi; Un gioco di dadi con cipolla rossa di Tropea in
agrodolce salsa di peperoni; La pancia del maialino nero
arrotolata con patata schiacciata all’olio extravergine,mele
caramellate e tartufo nero; Il capretto che rotola con ragù di
funghi e lampascioni piselli stufati alla cipolla di Tropea e
carote croccanti alle erbe. Questa è dunque la sua cucina. Una
visione soggettiva legata al prodotto e al gusto, dove la
tradizione si intreccia all'innovazione, un gioco cerebrale
basato su contrasti che trovano nei piatti una perfetta
fusione. Per lui quello che conta è fondere tutto nel modo
migliore e presentare una cucina gustosa e concreta.
Leonardo Guerrieri
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