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La chiave di lettura dell’ennesimo, piccolo caso in salsa
cassanese, è in poche ma determinate circostanze ed eventi.
Tutto comincia a metà febbraio: per giorni, l’acqua viene giù
come torrente in piena, sommergendo mezza Calabria e colpendo,
in particolare, paesi e città delle province di Cosenza, Vibo
Valentia e Catanzaro. A Cassano, in particolare, la pioggia si
porta via la strada che lega il dentro abitato alla Cappella del
monte, e danneggiando gravemente quella che conduce al santuario
della Madonna della Catena, arrecando gravi danni nel quartiere
dei Cappuccini. Il Municipio interviene adottando ordinanze che
dispongono, per evidenti ragioni di sicurezza, la chiusura del
traffico, o la sua limitazione, nelle aree e lungo le strade
vittime del maltempo. Rinviando, per il ritorno alla normalità,
all’emanazione di apposita ordinanza di Protezione Civile da
parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A fine marzo
l’atteso provvedimento arriva. E dopo aver affidato al
presidente della giunta regionale calabrese il ruolo di
commissario straordinario per il superamento dell’emergenza,
fissa procedure snelle per l’approvazione dei progetti di
ripristino di strutture e servizi travolti dall’inclemenza del
cielo, stanziando 15 milioni di euro e stabilendo che
all’approvazione dei progetti, per evitare lungaggini
burocratiche, provvede <<il commissario delegato, ricorrendo,
ove necessario, alla conferenza di servizi da indire entro sette
giorni>>. L’uscita dal tunnel dei disagi sembra vicina, ma non a
Cassano. Dove di progetti per il ritorno alla normalità neppure
si parla, nonostante l’urgenza e la necessità di risolvere
situazioni delicate, come la chiusura della strada della
Cappella del monte, causa di non pochi fastidi per decine di
famiglie e di piccoli imprenditori agricoli. <<Se un ritardo c’è
– ribatte e spiega tuttavia l’assessore alla Protezione Civile,
Ivan Iacobini – è molto contenuto, dal momento che l’ordinanza
in questione è divenuta efficace con la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale, solo due settimane fa>>. Aggiunge
l’assessore: <<Ad ogni modo, gli uffici sono già al lavoro: nei
due mesi trascorsi in attesa dell’emanazione dell’ordinanza,
abbiamo effettuato tutti i rilievi tecnici propedeutici alla
progettazione delle opere da realizzare, e già in settimana
procederemo all’affidamento dei relativi incarichi, investendo
della cosa, con ogni probabilità, l’ufficio tecnico
municipale>>.
Difficile, tuttavia, ipotizzare quando i disastri cagionati dai
nubifragi di febbraio andranno in archivio: probabilmente, per
vedere entrare in azione ruspe ed operai, sarà necessario
attendere almeno l’estate.
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