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spettacolo della rassegna teatrale “Cassano in teatro 2010”.
Questa sera, alle 21, presso il teatro comunale, “la Compagnia
del Cucco” metterà in scena, con Francesca Armentano, “Buenos
Aires non finisce mai”, un monologo teatrale di Vito Biolchini
ed Elio Turno Arthemalle tratto dal romanzo- documento “Le
irregolari (Buenos Aires horror tour)” di Massimo Carlotto. La
regia sarà di Tonino Cattolico. Un monologo sulla triste vicenda
dei desaparecidos argentini e delle donne di Plaza de Mayo. Più
di trentamila argentini, uomini donne e bambini ritenuti scomodi
dal regime, alla fine degli anni settanta sono scomparsi nel
nulla “per volontà del governo militare che a quel tempo guidava
il paese sudamericano”. Una tragedia che ha visto in primo
piano, in quegli anni, non solo la responsabilità diretta della
“giunta” militare, ma anche il “si - lenzio colpevole della
comunità internazionale”. “Buenos Aires non finisce mai” è un
monologo che racconta una tragedia contemporanea. “E' la storia
- si legge nella nota di regia - di una donna che ha avuto la
vita spezzata da quando suo marito è diventato desaparecido. E'
la storia della solitudine e della paura che da allora hanno
dominato la sua esistenza e il suo tentativo di uscirne. E' la
storia del suo viaggio dentro la dimensione collettiva del
dramma di cui è rimasta vittima (le donne della Plaza de Mayo),
per approdare alla consapevolezza del vuoto cui è stata comunque
condannata: quello della sua stessa esistenza di donna (negata),
di madre (negata), di moglie e di vedova (negata)”. Un monologo
che non vuole né celebrare eroi, né sventolare bandiere e né
tantomeno gridare slogan. “Buenos Aires non finisce mai”
vuole solo rende partecipe il pubblico, si spiega nella nota,
“di una storia vera attraverso gli strumenti semplici e
fantastici del teatro. Una storia che vuole accompagnare il
pubblico, grazie alla magistrale interpretazione di Francesca
Armentano, attraverso una realtà (ancora purtroppo) taciuta, in
un susseguirsi di scene, volta per volta, intime ed epiche,
realistiche e poetiche, sognanti e disperate, ingenue e
spietate”.
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