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mercoledì 29 dicembre 2010


Cassano - Norma "salva sindaci", coro di no
Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il  30.12.10  h. 00.15


Aumentano le voci di dissenso politico contro la cosiddetta norma “salva sindaci” approvata nell’ultima seduta dal Consiglio regionale. Un coro di proteste trasversale che passa da partiti, ex sindaci ed associazioni. Una norma ad hoc studiata per mettere al riparo i consiglieri regionali da questioni, appunto di incompatibilità, qualora questi, partecipando alle prossime amminsitrative, venissero eletti alla carica di sindaco o di Presidente di Provincia. La norma “elimina incompatibilità”, scrive in una nota il Segretario provinciale del Partito Socialista, ed ex assessore i lavori pubblici al comune di Cassano, Gianni Papasso, rappresenta un obbrobrio politico, culturale, amministrativo e giuridico. E’ una forte involuzione dice, e spinge la Calabria all’indietro mostrandola agli occhi degli italiani come una terra dove tutto ed il contrario di tutto è possibile. L’approvazione della norma, aggiunge Papasso, è un fatto ancora più grave perché avviene proprio in concomitanza con l’arresto di un consigliere regionale e con la conseguente richiesta di scioglimento del consiglio ad opera di taluni parlamentari. E’ il segno evidente, sottolinea l’esponente socialista, di un bieco trasversalismo che taluni oramai da circa un ventennio praticano, vergognosamente, in consiglio regionale”. In Calabria non c'è più fine alla vergogna, scrivono dal Circolo del PD di Cassano. Un’altra pagina della storia della nostra terra si sta consumando in queste settimane: certamente, aggiungono i seguaci cassanesi di Bersani, non è la più grave anomalia tra tanti scandali, ma è emblematico dell’arroganza della “casta” di fronte a scelte che dovrebbero essere automatiche e che invece divengono motivo per incamerare ancora altro potere”. Bene ha fatto il gruppo consiliare regionale del Partito Democratico ad annunciare un referendum abrogativo, che avrà tutto il sostegno del Circolo di Cassano. Pollice verso anche dell’ex sindaco di centrodestra di Cassano Roberto Senise il quale la ritiene la norma palesemente incostituzionale e in ordine alla quale avanza delle riserve sul piano meramente giuridico. “E’ pur vero, argomenta Senise, che nell’ambito della normativa nazionale il Consiglio legiferi in questa materia, ma nello stesso tempo la Regione non può violare l’art. 122 della Costituzione che permette alle Regioni di disciplinare i casi di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente e dei membri della Giunta regionale, nonché dei consiglieri regionali; E’ altresì incontestabile, prosegue l’ex primo cittadino cassanese, che tale competenza debba svolgersi nell'alveo dei principi fondamentali stabiliti con legge statale e non puntare ad eluderli o, addirittura, ribaltarli al punto che, come nel caso della normativa approvata dal consiglio regionale della Calabria, l'incompatibilità, da regola qual è nella legislazione statale, si trasformi in eccezione. Se alla fine la norma non dovesse passare, perché il Governo la impugnerà per manifesta incostituzionalità davanti alla Suprema Corte, resterà comunque, conclude Senise, una macchia indelebile all'immagine della Calabria ed al sindaco di Cassano Gianluca Gallo che rischierebbe seriamente, in questo caso, il posto in Consiglio Regionale”. Anche il presidente dell’Associazione “Rinascita per Sibari” mette all’indice l’emendamento Adamo che dimostra, afferma in una nota il suo presidente Vincenzo Antolino, “come la Calabria, ancora una volta sia fuori da ogni legalità”. E aggiunge: “Cassano con questa Legge si ritrova sotto l’albero di Natale un Sindaco che ormai nelle menti dei cittadini non c’è più. Non siamo, sottolinea, contro il Sindaco Gallo, ma contro questa legge iniqua. Solo adesso i partiti e consiglieri di minoranza del nostro comune gridano allo scandalo ma la colpa di quello che è accaduto, in parte è anche loro. L’appello finale infine del Presidente dell’Associazione sibarita al primo cittadino al quale chiede “un atto di coraggio e di amore per il paese dimettendosi dall’incarico cedendo così la parola ai cittadini.

 

Leonardo Guerrieri


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