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Questo, almeno, il dato che emerge dalle ricerche effettuate
dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Lo
studio, pubblicato di recente ma relativo a controlli effettuati
tra il 2003 ed il 2007, è basato sul monitoraggio (nell’arco
dell’intera giornata di riferimento) dei campi elettromagnetici
originati da antenne di telefonia mobile, ma anche da impianti
quali radio, emittenti televisive, semplici ma potenti stazioni
utilizzate dai radioamatori.
Risultato? Tutto nella norma, ovvero ampiamente al di sotto del
limite di 6 Volt/metro, indicato come obiettivo di qualità dalla
legge italiana e di molte volte inferiore al campo
elettromagnetico generato da oggetti di uso quotidiano (ad
esempio, un rasoio elettrico genera un campo elettrico pari a
30V/m che sale a 50 V/m e ad 80 V/m nel caso di uso di un
asciugacapelli). <<Dai grafici – precisa infatti l’Arpacal – si
è evinto che, durante i periodi d’osservazione, i valori
d’intensità dei campi sono risultati al di sotto del limite
d’esposizione>>. Dal generale al particolare: fermo sotto la
soglia di 1V/m s’è rivelata essere l’antenna di telefonia mobile
installata sulla Pietra del Castello, nel cuore del centro
abitato. Identica l’intensità promanante dall’antenna (posta su
Palazzo di città) di irradiamento del circuito televisivo
mediante il quale entrano nelle case dei cassanesi i lavori del
consiglio comunali. Di valore leggermente più elevate, ed in
alcuni casi superiori alla cima comunque innocua dei 2V/m, le
scie elettromagnetiche delle onde che si diffondono per l’etere
dall’impianto di telefonia mobile di Doria e dei Laghi di Sibari,
come pure della stazione radioamatoriale attiva nelle vicinanze
delle scuole elementari del plesso di via Siena, a Cassano
centro.
Buone notizie, offuscate dall’immobilismo politico in materia di
regolamentazione degli impianti elettromagnetici: nel corso
della passata consiliatura due erano state le bozze
regolamentari presentate dalla maggioranza (allora come oggi
centrista). Nessuna delle due, però, ha avuto buona sorte,
rimanendo entrambe impantanate in Commissioni consiliari mai
riunitesi per mancanza (complice anche l’assenteismo delle
minoranze di centrosinistra) del numero legale.
Buon per le antenne, che seppur non velenose, indisturbate
continuano a spuntare come funghi.
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