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sabato 6 febbraio 2010


Cassano – Le antenne telefoniche installate in città non sono causa di inquinamento elettromagnetico. E' quanto rivela l'Arpacal.
 

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 10.02.10  h. 18.00


Questo, almeno, il dato che emerge dalle ricerche effettuate dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Lo studio, pubblicato di recente ma relativo a controlli effettuati tra il 2003 ed il 2007, è basato sul monitoraggio (nell’arco dell’intera giornata di riferimento) dei campi elettromagnetici originati da antenne di telefonia mobile, ma anche da impianti quali radio, emittenti televisive, semplici ma potenti stazioni utilizzate dai radioamatori.
Risultato? Tutto nella norma, ovvero ampiamente al di sotto del limite di 6 Volt/metro, indicato come obiettivo di qualità dalla legge italiana e di molte volte inferiore al campo elettromagnetico generato da oggetti di uso quotidiano (ad esempio, un rasoio elettrico genera un campo elettrico pari a 30V/m che sale a 50 V/m e ad 80 V/m nel caso di uso di un asciugacapelli). <<Dai grafici – precisa infatti l’Arpacal – si è evinto che, durante i periodi d’osservazione, i valori d’intensità dei campi sono risultati al di sotto del limite d’esposizione>>. Dal generale al particolare: fermo sotto la soglia di 1V/m s’è rivelata essere l’antenna di telefonia mobile installata sulla Pietra del Castello, nel cuore del centro abitato. Identica l’intensità promanante dall’antenna (posta su Palazzo di città) di irradiamento del circuito televisivo mediante il quale entrano nelle case dei cassanesi i lavori del consiglio comunali. Di valore leggermente più elevate, ed in alcuni casi superiori alla cima comunque innocua dei 2V/m, le scie elettromagnetiche delle onde che si diffondono per l’etere dall’impianto di telefonia mobile di Doria e dei Laghi di Sibari, come pure della stazione radioamatoriale attiva nelle vicinanze delle scuole elementari del plesso di via Siena, a Cassano centro.
Buone notizie, offuscate dall’immobilismo politico in materia di regolamentazione degli impianti elettromagnetici: nel corso della passata consiliatura due erano state le bozze regolamentari presentate dalla maggioranza (allora come oggi centrista). Nessuna delle due, però, ha avuto buona sorte, rimanendo entrambe impantanate in Commissioni consiliari mai riunitesi per mancanza (complice anche l’assenteismo delle minoranze di centrosinistra) del numero legale.
Buon per le antenne, che seppur non velenose, indisturbate continuano a spuntare come funghi.
 

Gianpaolo Iacobini


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