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venerdì 29 gennaio 2010


Cassano –Gianluca Gallo,  primo cittadino della Città delle Terme, prende posizione sull'Ospedale di Trebisacce.
 

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 06.02.10  h. 17.00


«Occorre impedire l’ulteriore spoliazione del sistema sanitario nella Calabria citeriore».
Dalla derelitta Cassano, vittima di tutti le scorribande sanitarie perpetrate a livello istituzionale negli ultimi quarant’anni, si leva un grido di dolore a difesa del vicino ospedale di Trebisacce. A prendere posizione, il primo cittadino cassanese Gianluca Gallo. «Quanto accaduto lunedì scorso, con il parto di una giovane donna che ha dovuto dare alla luce la sua bimba nella saletta del pronto soccorso del “Chidichimo”», sostiene Gallo, «è la dimostrazione che l’ospedale di Trebisacce è presidio di sanità indispensabile per il comprensorio dell’alto Ionio». Richiamando gli impegni assunti dalla Regione a seguito della manifestazione popolare dell’11 novembre 2009, il sindaco aggiunge: «A Trebisacce vanno garantite prima le urgenze ed emergenze mediche e chirurgiche, quindi è necessario procedere al ripristino delle sale operatorie chiuse ed al mantenimento del giusto numero di posti letto. Al riguardo, però, i lavori sono fermi, e questa è una situazione che preoccupa e sollecita un diffuso impegno, affinchè l’inerzia non diventi silenziosa anticamera dello smantellamento», ricalcando la situazione vissuta dalle strutture sanitarie cassanesi. Ricorda Gallo: «Per decenni, nell’indifferenza di intere classi dirigenti locali, quello che avrebbe dovuto essere l’ospedale di Cassano è stato abbandonato a se stesso e spogliato dei macchinari acquistati per il suo funzionamento e poi trasferiti altrove. Esiste oggi un poliambulatorio che vive giornate non sempre felici come del resto l’hospice, pensato come fiore all’occhiello ma costretto a far di conto con problemi di personale e di risorse».
In coda, la chiamata in causa di Regione ed Asp: «Da tempo abbiamo sollecitato l’avvio d’un confronto con l’azienda sanitaria provinciale e la Regione, ma non abbiamo mai ottenuto risposte, se non il tradimento delle promesse assunte per un potenziamento dell’offerta sanitaria territoriale. Adesso la pazienza è finita: non siamo disposti a tollerare altri scippi».

 

Gianpaolo Iacobini


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