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E l’atto potrebbe essere dichiarato irricevibile.
Tanto rumore per nulla. O per dirla in termini calcistici, un
clamoroso autogoal. E’ la mozione con la quale centrodestra e
centrosinistra vorrebbero sfiduciare il numero uno
dell’assemblea consiliare, Rosella Garofalo, accusata d’essere
venuta meno ai propri doveri di imparzialità ed equilibrio.
L’atto, conferma il capogruppo Pd Francesco Arcidiacono, <<è
stato protocollato nella mattinata di martedì>>. In calce, oltre
a quella dello stesso Arcidiacono, le sottoscrizioni dei
consiglieri Antonio Clausi, Stefano Petrosino e Cosimo Sarubbo,
per il centrosinistra, e quelle di Roberto Falvo e Vincenzo
Pricoli, per il Pdl. Sei firme, rispetto alle otto di cui
dispongono le minoranze, insufficienti a far ritenere
formalmente ineccepibile l’atto. Ai sensi dello Statuto,
infatti, la mozione di sfiducia deve essere sottoscritta da un
terzo dei 20 consiglieri assegnati all’ente. Dunque, a meno di
non perdersi in tortuose interpretazioni giuridiche ed
aritmetiche, sarebbero servite almeno sette firme. E di ciò vi
sarebbe stata consapevolezza tra i promotori dell’iniziativa,
come confermano fonti consiliari interne alle opposizioni: <<I
pidiellini Nicola Leone e Giuseppe Cerchiara – spiegano dal
centrosinistra – non hanno potuto firmare poichè impediti da
ragioni di lavoro>>. Perché, allora, non attendere altre 24 ore?
<<Forse>>, sostiene per contro il centrodestra, <<s’è preferito
solo spaventare la maggioranza ed il presidente, per far capire
loro che il nostro senso di responsabilità non può essere
strumentalizzato>>.
E così, alla fine, la mozione (almeno quella presentata ieri in
Comune) potrebbe addirittura essere giudicata irricevibile. Per
il sollievo dei centristi e della stessa presidente Garofalo.
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