|
«Non si può procedere». Lo scrive Rosellina Garofalo in
riferimento alla mozione di sfiducia nei suoi confronti, quale
presidente del consiglio comunale, presentata dai sei
consiglieri di opposizione, Francesco Arcidiacono,Antonio Clausi,
Roberto Falvo, Stefano Petrosino, Vincenzo Pricoli e Cosimo
Sarubbo. La mozione è “improcedibile”. Non è rispondente a
quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 48 del
regolamento per l’organizzazione e il funzionamento del
consiglio comunale, che stabilisce che “i membri dell'ufficio di
presidenza del consiglio comunale possono essere revocati col
voto favorevole dei 2/3 dei consiglieri assegnati, su una
mozione di sfiducia motivata da gravi violazioni di legge, di
statuto o di regolamento e sottoscritta da almeno un terzo dei
consiglieri”. E’ stata la stessa presidente del consiglio a
scrivere tutto ciò, quando nella mattinata di ieri ha inviato
una lettera al consigliere comunale Francesco Arcidiacono, in
qualità di primo firmatario della mozione, e, per conoscenza, al
sindaco Gianluca Gallo. La presidente del consiglio, con la
propria missiva, entra anche nel merito dei contenuti della
mozione di sfiducia e fa rilevare ai sei consiglieri comunali di
minoranza che le affermazioni, in essa contenute, sono non
veritiere e lesive della sua immagine e spera che tali
affermazioni, apprezzabili anche in altro e diverso ambito,
restino in quello esclusivo della politica. I sei consiglieri di
minoranza nella mozione di sfiducia avevano contestato al
presidente del consiglio di essere “da tempo venuta meno al suo
ruolo di garanzia e di terzietà” e di “aver reso impossibile
all’intero consiglio l’esercizio delle proprie funzioni” non
convocando specifici consigli comunali.
|
|
Clicca sul pulsante sottostante per condividere la notizia
su:
Facebook, Google, MySpace, Live, mail, preferiti, ecc..

|