|
«Infondate e strumentali. E probabilmente tese a nascondere le
proprie responsabilità in ordine ad una vicenda pure ben nota ai
Governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio, essendo le
aree di Cassano e Cerchiara siti di interesse nazionale». I
sindaci di Cassano Ionio e di Cerchiara di Calabria, Gianluca
Gallo e Antonio Carlomagno, rispediscono al mittentele accuse
che il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia, ha lanciato
giovedì alle due amministrazioni comunali rispondendo ad
un’interpellanza dei deputati Udc in merito alla mancata
bonifica dei siti interessati all’interramento delle ferriti di
zinco. Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione dei due
sindaci dei Comuni chiamati in causa. «Il sottosegretario Menia
– sostengono in una dichiarazione congiunta Gianluca Gallo e
Antonio Carlomagno – ignora, non si sa quanto volutamente, la
reale dinamica degli eventi. E soprattutto, non dice il vero
quando afferma che la bonifica sarebbe stata rallentata per non
avere i comuni di Cassano e Cerchiara provveduto a predisporre
una progettazione rispondente ai criteri di legge: il progetto
c’è, esiste, e sia nella sua versione preliminare, sia in quella
definitiva, è stato regolarmente trasmesso nell’autunno del 2008
alla Regione Calabria, che successivamente lo approvava con
determina dirigenziale, ponendolo a base di regolare gara
d’appalto a evidenza pubblica, con pubblicazione del bando sulla
Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea e su quella della
Repubblica Italiana». Per i primi cittadini di Cassano e di
Cerchiara è molto grave il tentativo messo in atto dal
sottosegretario Menia «di rovesciare sui comuni incertezze del
ministero dell’Ambiente. E’stato il ministero, in sede di
conferenza di servizi, l’8 gennaio 2009 - ricordano Carlomagno e
Gallo - a limitare l’ambito di operatività del progetto di
bonifica elaborato dai due Comuni, circoscrivendolo alla
rimozione e smaltimento dei soli rifiuti diversi dalle ferriti.
Ed è stato sempre il ministero, successivamente, - evidenziano -
a non consentire di proseguire nell’azione di risanamento
intrapresa con l’avvio del piano di caratterizzazione,
riservando espressamente il prosieguo di tale attività alla
Syndial e spogliando i due Municipi di ogni competenza in
proposito, nonostante la loro contrarietà ». I due sindaci
concludono sostenendo che la vera causa della mancata bonifica
dei siti è dovuta «all’atteggiamento ondivago del ministero».
|
|
Clicca sul pulsante sottostante per condividere la notizia
su:
Facebook, Google, MySpace, Live, mail, preferiti, ecc..

|