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domenica 4 luglio 2010


Cassano Ferriti, «le incertezze del Ministero ritardano le operazioni di bonifica»

Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il 05.07.2010  h. 17.00


«Infondate e strumentali. E probabilmente tese a nascondere le proprie responsabilità in ordine ad una vicenda pure ben nota ai Governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio, essendo le aree di Cassano e Cerchiara siti di interesse nazionale». I sindaci di Cassano Ionio e di Cerchiara di Calabria, Gianluca Gallo e Antonio Carlomagno, rispediscono al mittentele accuse che il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Menia, ha lanciato giovedì alle due amministrazioni comunali rispondendo  ad un’interpellanza dei deputati Udc in merito alla mancata bonifica dei siti interessati all’interramento delle ferriti di zinco. Dichiarazioni che hanno suscitato la reazione dei due sindaci dei Comuni chiamati in causa. «Il sottosegretario Menia – sostengono in una dichiarazione congiunta Gianluca Gallo e Antonio Carlomagno – ignora, non si sa quanto volutamente, la reale dinamica degli eventi. E soprattutto, non dice il vero quando afferma che la bonifica sarebbe stata rallentata per non avere i comuni di Cassano e Cerchiara provveduto a predisporre una progettazione rispondente ai criteri di legge: il progetto c’è, esiste, e sia nella sua versione preliminare, sia in quella definitiva, è stato regolarmente trasmesso nell’autunno del 2008 alla Regione Calabria, che successivamente lo approvava con determina dirigenziale, ponendolo a base di regolare gara d’appalto a evidenza pubblica, con pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea e su quella della Repubblica Italiana». Per i primi cittadini di Cassano e di Cerchiara è molto grave il tentativo messo in atto dal sottosegretario Menia «di rovesciare sui comuni incertezze del ministero dell’Ambiente. E’stato il ministero, in sede di conferenza di servizi, l’8 gennaio 2009 - ricordano Carlomagno e Gallo - a limitare l’ambito di operatività del progetto di bonifica elaborato dai due Comuni, circoscrivendolo alla rimozione e smaltimento dei soli rifiuti diversi dalle ferriti. Ed è stato sempre il ministero, successivamente, - evidenziano - a non consentire di proseguire nell’azione di risanamento intrapresa con l’avvio del piano di caratterizzazione, riservando espressamente il prosieguo di tale attività alla Syndial e spogliando i due Municipi di ogni competenza in proposito, nonostante la loro contrarietà ». I due sindaci concludono sostenendo che la vera causa della mancata bonifica dei siti è dovuta «all’atteggiamento ondivago del ministero».

 

Antonio Iannicelli


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