|
Cassano
–Cassano – L’estate è alle porte: continua l’emergenza a Marina
di Sibari. Siamo alle solite. Ogni anno di questi tempi si
ripropone lo stesso problema. Basta farsi un giro nel villaggio
per vedere uno spettacolo già visto: rifiuti di vario genere un
po ovunque, erbacce, sterpaglie e altro abbandonate ai bordi
delle strade. Strade tra l’altro piene di buche e di varie
dimensioni. E poi, perdite dalla rete idrica e fognante a cielo
aperto che formano pozze d’acqua alcune anche maleodoranti.
Bisogna a questo punto fare in fretta e rimuovere queste
brotture. Il comune, a quanto pare, dopo la deliberazione
consiliare che ha sospeso l’efficacia della convenzione
sottoscritta con il Consorzio “Sibari Città del Mare”, è già in
movimento e ha programmato i primi interventi per ristabilire un
minimo di decoro ambientale del villaggio. Interventi, da quanto
si è appreso, i cui costi saranno a carico degli utenti. L’ente
pubblico infatti, a quanto pare invierà agli stessi una cartella
da pagare direttamente alle casse del comune con una cifra
ancora da definire, ma che presumibilmente, dovrebbe aggirarsi
intorno ai 150 Euro. Somme che non entreranno in bilancio non
essendo prevista una posta specifica per Marina di Sibari, ma
che saranno utilizzate come partita "di giro". Una fotografia
quella di questi giorni non proprio da cartolina illustrata per
un villaggio turistico che vuole recuperare il ruolo di capitale
delle vacanze di questo lembo meraviglioso di territorio della
Magna Gracia che non sa però ancora come farlo. A partire
soprattutto dalla sua gestione che è stata al centro in questi
anni di clamorose iniziative, anche giudiziarie, e accese
polemiche tra comune e utenti, sfociati anche in scioperi e
sitin. Polemiche acuitesi dal 2006 allorquando l’esecutivo
municipale propose al consiglio comunale che l’ha approvata a
maggioranza, una convenzione della durata di 25 anni con la
quale si concedeva all’Associazione, “ Sibari Città del Mare” la
gestione di tutte le opere di urbanizzazione di rilievo pubblico
della lottizzazione di Marina di Sibari. Una soluzione che non
ha trovato però credito presso la maggioranza degli utenti del
villaggio che l’hanno contestata a più riprese. Lunedi 17 maggio
2010 l’epilogo della intricata questione, col consiglio comunale
che approvava una moratoria di due anni della convenzione con
cui si trasferiva in capo all’Ente comunale la gestione dei
servizi di Marina di Sibari. Un lasso di tempo, secondi alcuni
maliziosi, per dare fiato al “defenestrato” “Consorzio Sibari
città del Mare”, presieduto da Liborio Piscitelli, di
riorganizzarsi e creare le condizioni per subentrare nuovamente
nella gestione. Ma nell’ultimo consiglio comunale qualcosa di
nuovo comunque è venuto fuori. Parliamo della proposta
esplicitata dal consigliere di maggioranza, e presidente della
Prima Commissione, Francesco Lombardi con la quale si delinea
una nuova ipotesi gestionale del Villaggio. Proposta, a quanto
pare, ritenuta interessante da alcuni rappresentanti degli
utenti. “La risoluzione dei problemi strutturali di Marina di
Sibari, ci spiega Lombardi, deve essere abbinata alla scelta
dello strumento gestionale. Fare diversamente significherebbe
lasciare intatto il problema. Occorre procedere, afferma, alla
creazione di una società di trasformazione urbana. Questa
soluzione, prosegue il consigliere comunale dell’UDC, tiene
conto non solo dell’aspetto urbanistico, ma anche di quello
gestionale, che rappresenta una ferita aperta. Ambedue gli
aspetti vanno unitariamente considerati, e ciò è possibile
attraverso l’istituzione di una società di trasformazione
urbana. Detta società, argomenta ancora Lombardi, finalizzata
all’eliminazione del degrado urbanistico e sociale, avrebbe la
forma di una società per azioni, aperta alla partecipazione
degli utenti e dei commercianti, ma pure dei privati
imprenditori oltre che di partner pubblici. Una volta
costituita, aggiunge Lombardi, detta società, avrebbe compiti
non solo gestionali, ma anche di programmazione, e la presenza
in essa dei partner pubblici, in primis del Comune, le
garantirebbe l’accesso a finanziamenti pubblici, utili alla
riqualificazione del tessuto urbanistico. Non bisogna perdere
tempo, aggiunge, se si vogliono adottare scelte finalmente
risolutive abbiamo a disposizione ancora circa un anno di vita
amministrativa. Il mandato elettorale, conclude Lombardi, che
abbiamo il dovere di esercitare e rispettare, ce lo impone”.
|