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martedì 23 marzo 2010


Crisi profonda per l’agricoltura
Cassano, i contadini denunciano un notevole calo nella produzione
Pubblicato on-line su www.cassanoalloionio.info il  24.03.10  h. 00.15



L’agricoltura nella Piana di Sibari vive una situazione di profonda crisi, il territorio in un passato recente fonte di notevole guadagno per gli agricoltori locali; oggi, denunciano gli agricoltori stessi, la piana di Sibari non rappresenta più quell’oasi felice dell’agricoltura calabrese, per decenni decantata dagli osservatori esterni. Qui, piccoli paesini come Doria vivevano di questa attività. Rinomato l’olio prodotto, così come i mandarini e le celeberrime clementine della sibaritide. «Dopo la prima settimana di sole si contano i danni causati dalle forti e intense piogge – ci spiegano taluni produttori agricoli del territorio- verificatosi durante l'inverno fino ad una settimana fa migliaia di piante di agrumi stanno defogliando in continuazione causa delle asfissie radicale e per le violenti piogge ma questo riguarda anche il settore della liquirizia con un danno superiore del 50% di raccolto in meno per causa del tasso di locrodossine molto alto causato dalle insistenti e violenti piogge.  in pratica – spiegano gli agricoltori il settore degli agrumi e della liquirizia e in ginocchio per cui chiediamo massima attenzione da parte della Regione Calabria e del Ministero delle Politiche agricole e forestali ». Richiesta messa neo su bianco ed inviata al Ministro Luca Zaia. Secondo un’ indagine la produzione negli ultimi cinque anni nella zona è calata per lo meno del 60%. A causare la crisi nel settore agricolo non solo i capricci del clima ma anche il crollo dei prezzi. A risentire maggiormente della crisi la raccolta delle arance e delle clementine. Il piccolo coltivatore diretto che da queste parti possiede un piccolo appezzamento di terreno adibito a piantagione di arance, non avendo la possibilità di collocare il suo prodotto direttamente sui mercati delle grandi città del nord Italia, cade vittima dei grandi commercianti di agrumi, i quali pagano questo prodotto (arance e clementine) al contadino a prezzi irrisori: 10 centesimi al kg, al massimo 25 centesimi se sono di qualità pregiata (esempio Tarocchi). «Al contadino non rimane guadagno – ci spiega uno dei tanti agricoltori del posto - anzi  quasi sempre non recupera neanche le spese dei lavori, del concime e dell'acqua che egli paga di tasca propria. Dunque, il profitto se lo spolpano il commerciante e tutti gli intermediari che ci sono fin quando il prodotto arriva al consumatore». C'è da aggiungere poi che il prodotto non tiene il prezzo perché il mercato è saturo grazie alle importazioni di arance provenienti dalla Spagna, dal Marocco, dal Portogallo. Dunque la Piana di Sibari, un tempo terra di abbondanti raccolti, oggi vive una profonda crisi, a riprova di ciò il fatto che sempre più contadini oramai preferiscono abbandonare le loro terre. Nel mentre anche sui banchi dei mercati ortofrutticoli cassanesi le arance e le clementine vengono venduti a prezzi 10 volte superiori. Per non parlare degli ortaggi.
 

Pasquale Golia


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