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«L’insediamento di una caserma della Guardia di Finanza in un
immobile confiscato alla ‘ndrangheta è un segno tangibile della
volontà di debellare la sempre più pervasiva piaga della
criminalità organizzata».
Parole poche, ma chiare. Spese dal generale di corpo d’armata
Cosimo D’Arrigo, comandante generale delle Fiamme Gialle, in
occasione del battesimo della sesta Compagnia delle Fiamme
Gialle in provincia di Cosenza. Operativa sin dallo scorso
agosto, ma solo ieri ufficialmente inaugurata alla presenza
degli alti vertici della GdF (in prima fila anche il comandante
interregionale dell’Italia sud-occidentale, generale Mauro
Michelacci, nonché il comandante regionale, generale Gaetano
Giancane, e quello provinciale, colonnello Alessandro Primavera)
e dei massimi rappresentanti delle altre forze dell’ordine,
nonché dei sindaci del territorio, del presidente della
Provincia, Mario Oliverio, e del Prefetto Antonio Reppucci.
Davanti a centinaia di persone ed agli studenti delle scuole
medie sibarite, assiepati dietro i gonfaloni del Municipio e
della Provincia ed i labari delle associazioni combattentistiche
e d’Arma, D’Arrigo ha prima ricordato la figura del sottotenente
Carmine Perrone, di origini castrovillaresi, nel 1909 insignito
della medaglia di bronzo al valor militare (ed alla cui memoria
è stata dedicata la nuova caserma), quindi ha confermato
l’impegno delle Fiamme Gialle, «ora anche da Sibari, nell’azione
di contrasto a tutte le forme di illegalità». A seguire, la
madrina della cerimonia, Giuseppina Fronteddu, ha scoperto la
lapide commemorativa del sottotenente Perrone, successivamente
benedetta (come la bandiera donata dal Comune di Cassano) dal
vescovo, monsignor Vincenzo Bertolone. Infine, dopo
l’alzabandiera e l’inno di Mameli, la visita alla struttura e
l’apertura del buffet, organizzato dagli allievi della sezione
alberghiera del locale istituto d’istruzione secondaria.
L’evento, per iniziativa delle Poste italiane, è stato
consegnato ai posteri attraverso una cartolina celebrativa ed
uno speciale annullo filatelico. Tuttavia, a fare della giornata
un momento storico, una circostanza: la Compagnia ha infatti
sede in uno stabilimento industriale (oggi dotato anche di
elisuperficie) edificato nella seconda metà degli anni ’70
dall’allora capo indiscusso della ‘ndrina cassanese, Peppino
Cirillo, e sottratto al signore delle cosche nel 1989.
«Traducendo in concretezza un’antica idea – ha spiegato il
sindaco Gianluca Gallo – insieme alla Prefettura abbiamo
lavorato perché la struttura potesse essere riconvertita in
presìdio dello Stato, offrendo un segnale inequivocabile della
voglia di legalità della Sibaritide, ma pure migliorando la
qualità dell’attività investigativa nell’area. Ci siamo
riusciti, e di questo siamo orgogliosi».
La Compagnia sibarita, forte di una sezione anti terrorismo
(guidata dal tenente Fabio Pecci) e posto agli ordini del
capitano Antonio Taccardi, ha alle sue dipendenze la Tenenza di
Montegiordano ed ha competenza diretta su 9 comuni: Francavilla,
San Lorenzo Bellizzi, Albidona, Alessandria del Carretto,
Trebisacce, Cassano, Cerchiara, Plataci e Villapiana.
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