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L’amministrazione comunale di Cassano chiede alla Regione
Calabria il riconoscimento dello stato di calamità naturale per
i gravi danni alle palme presenti sul territorio, soprattutto
costiero, causati dal “Rhynchopho - rus ferrugineus”, meglio
noto ormai, come il “punteruolo rosso”. Lo ha comunicato
l’assessore Roberto Bruno, delegato dal sindaco Gianluca Gallo,
all’ambiente, durante una riunione operativa tenutasi nel
palazzo di città, alla quale ha partecipato l’ ispettore
dell’ufficio fitosanitario regionale, presso il porto di
Corigliano, Gaetano Vincenzi., il responsabile del servizio
ambiente, Giuseppe Rodilosso e il presidente dell’associazione
Laghi di Sibari, Nunzio Masotina. Nel corso dei lavori, è stato
fatto il punto della situazione relativa all’azione nefasta del
parassita sulle piante della specie palme, che sta interessando
tutta la fascia jonica cosentina e anche quella tirrenica.
L’insetto in questione, è originario dell'Asia sudorientale dove
è responsabile di seri danni alle coltivazioni di Cocos nucifera.
Il parassita, secondo gli esperti della materia, potrebbe
portare all'estinzione delle palme. Sarebbe un danno
all’immagine di tante realtà di inestimabile valore ambientale,
paesaggistico e non solo. La causa della rapida diffusione, è
stato riferito durante la riunione cassanese, deriva
principalmente dal commercio di esemplari di palma infestati
dall'insetto e, purtroppo, non riconosciuti tali. Lungo fra i 19
ed i 45 mm, l’insetto presenta una livrea di colore
rosso-brunastro, con macchioline nere nella parte superiore del
torace. Possiede un lungo rostro ricurvo, che nel maschio è più
accentuato e ricoperto da una fitta peluria brunastra, alla sua
base sono inserite le antenne. La infestazione può essere a
lungo asintomatica e manifestarsi solo in una fase avanzata. I
primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della
chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato "ad
ombrello aperto". Nei casi più gravi si arriva alla perdita
completa delle foglie, per cedimento del rachide fogliare, per
cui la pianta appare come "capitozzata". Nello stadio terminale
della infestazione si produce un vero e proprio "collasso" della
pianta: solo a questo punto le colonie di curculionidi
abbandonano la pianta attaccata migrando su un nuovo esemplare.
In ambienti di recente introduzione, come in Italia, è di
fondamentale importanza la profilassi al fine di evitare
l'espansione del fitofago, intervenendo precocemente sui focolai
d'infestazione. In proposito, sulla base delle difficoltà
oggettive di diagnosticare precocemente gli attacchi e
d'intervenire con interventi curativi, si sono rivelati di
particolare importanza: il monitoraggio da parte degli
Osservatori fitosanitari; il mantenimento delle palme in buone
condizioni nutrizionali e fitosanitarie; l'adozione di tecniche
di potatura e cure che riducano i possibili siti di penetrazione
dell'insetto; la distruzione dei focolai d'infestazione,
rappresentati da palme attaccate, adottando accorgimenti
finalizzati ad impedire lo sfarfallamento degli adulti. Nel
comprensorio cassanese, conclusa la fase preliminare del
monitoraggio, esperti e istituzioni sono, ora, impegnati nella
fase operativa, il cui intervento, hanno sottolineato sia
l’assessore Bruno che l’ispettore Vincenzi, sarà incentrato, da
un lato,sull’abbattimento delle piante malate e loro distruzione
secondo le procedure previste, dall’altro, sul trattamento
a scopo preventivo delle altre piante di palma. Dalla
preoccupazione espressa dagli addetti ai lavori, emerge che un
risultato positivo al momento non è scontato.
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