|
CASSANO Le riflessioni dei responsabili di categoria, Michele
Tempo e Adriano Savaia della Flai-Cgil, Mario Ammerata e Michele
Sapia della Fai-Cisl, di Antonio De Gregorio e Giuseppe Adduci
della Uila-Uilsulla crisi economica e occupazionale che da anni
attanaglia l’economia locale e non solo. Riflessioni, non senza
punte polemiche, che prendono corpo a seguito della crisi
dell’ortofrutta locale (Pesche, Nettarine) annunciata e
“richiesta a mezzo stampa” nei giorni scorsi. Un metodo
evidentemente che non è piaciuto ai sindacalisti che, a loro
avviso, perpetuano «una certa maniera di fare che non va in
direzione di un vero momento di cambiamento che dovrebbe
produrre invece nuove e positive prospettive nell’immaginario
futuro». Per la triplice sindacale le cause della crisi del
comparto sono altre e sono da ricercare nell’incapacità di
orientare le cospicue risorse provenienti dalla politica
comunitaria, nella polverizzazione e nella fragilità delle
imprese specie nel meridione piagato dal caporalato, lavoro nero
e sottosalario. “Per quanto sia ormai di prassi evocare crisi
che servono da sfondo a certi appuntamenti dell’agricoltura
provinciale, affermano nella nota congiunta Flai, Fai e Uila,
dovremmo tutti sforzarci di rappresentare le questioni nel modo
più completo possibile; sottolineare alcuni aspetti e ignorarne
altri, non giova al sistema agricolo e quello dell’ortofrutta in
particolare. «Sollecitiamo da tempo - dicono i sindacalisti - la
necessità di iniziative congiunte che affrontino, per esempio,
la questione dei Fondi Europei che vitalizzino strumenti
associativi e di marketing territoriale come appunto il
Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari. Si tratta,
aggiungono, di confrontarsi, senza pregiudizi ideologici, con la
politica e le Istituzioni per dotare i sistemi agricoli
territoriali dei necessari strumenti di supporto: piastre del
freddo, logistica integrata, energetico rinnovabile, piuttosto
che continuare ad esprimere solo preoccupazioni cadenzate e
soliste che non producono risultati di sistema ma anzi
indeboliscono “politicamente” tutte le agricolture». Le
conclusioni di Flai, Fai, Uila: «prima di pensare o ipotizzare
scioperi generali, riteniamo sia arrivato il momento di sederci
attorno ad un tavolo per un grande sforzo comune per far si che
prima di elencare solo e sempre colpe esogene si possano
superare responsabilità endogene. Solo così, sulle “ali di
Cosenza” - chiosano i sindacalisti - volerebbero gli interessi
di tutti i protagonisti dell’agricoltura ». Ed i lavoratori del
settore sono sicuramente tra questi.
|
|
Clicca sul pulsante sottostante per condividere la notizia
su:
Facebook, Google, MySpace, Live, mail, preferiti, ecc..

|